Un tribunale di Ibiza ha condannato una donna a 15 mesi e un giorno di prigione per diffamazione con pubblicità, dopo aver stabilito che il suo pubblico accusa di stupro contro Guy Gerber era falso. Il verdetto, emesso dal tribunale penale di Ibiza il 23 dicembre, ha concluso che la presunta aggressione non è avvenuta e che Mavi De Mars ha consapevolmente fatto un’affermazione falsa quando ha accusato il DJ israeliano di averla drogata e violentata durante una festa a Mykonos nel 2013. L’accusa è stata pubblicata su Instagram nel 2022 e condivisa più di 900.000 volte, scatenando la campagna virale Our Time Is Now e invitando altre presunte vittime a farsi avanti. Secondo la sentenza, la corte non ha trovato prove mediche, rapporti tossicologici o testimonianze a sostegno delle accuse e ha osservato che De Mars non ha mai denunciato l’incidente alla polizia né ha cercato cure mediche. La voce di Ibiza rapporti. Il giudice Clara Ramírez de Arellano ha affermato che l’imputato “ha consapevolmente attribuito un reato di stupro, sapendo che era falso”. La corte ha accettato la versione di Gerber secondo cui l’incontro sessuale era stato consensuale ed era avvenuto a casa di un amico comune. La sentenza afferma inoltre che Gerber ha subito un danno professionale “molto significativo” a seguito dell’accusa, inclusa la cancellazione di più prenotazioni di DJ. Oltre alla pena detentiva, che non verrà eseguita immediatamente a causa della sua durata e dell’assenza di condanne precedenti, De Mars è stata condannata a pubblicare per sei mesi la sentenza integrale sui suoi account social e a pagare le spese legali. Il caso ha attirato rinnovata attenzione sui rischi legali affrontati dagli individui che condividono pubblicamente accuse di violenza sessuale, in particolare nelle giurisdizioni in cui le leggi sulla diffamazione sono severe. I sostenitori avvertono da tempo che tali risultati potrebbero ulteriormente dissuadere i sopravvissuti dal parlare apertamente, anche se i tribunali sottolineano la necessità di bilanciare la libertà di espressione con il giusto processo e i diritti degli accusati. Continueremo a riferire su questa storia man mano che si svolge.


