Nintendo Switch 2, spesa media +2% negli USA: centra Mario Kart

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Il prezzo di Nintendo Switch 2 è salito, eppure negli Stati Uniti la spesa media sostenuta da chi ha acquistato la console è rimasta quasi immobile. A settembre 2026 il valore medio pagato per ogni unità venduta è cresciuto appena del 2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Si tratta di una variazione decisamente più contenuta di quella osservata sulle piattaforme concorrenti, e a prima vista il dato sembra stridere con i rincari che hanno colpito la console ibrida. In realtà dietro questo numero c’è una spiegazione piuttosto concreta, che ha poco a che fare con la generosità dei listini.
I dati arrivano dall’analista Mat Piscatella e si basano sul Circana Retail Tracking Service. Il confronto mette uno accanto all’altro settembre 2025 e settembre 2026, prendendo in esame quanto viene speso in media per ogni singola unità hardware acquistata. È un indicatore particolare perché non dipende soltanto dai prezzi ufficiali fissati dai produttori. Pesa molto anche il tipo di confezione che i consumatori scelgono di portare a casa, e proprio qui sta il cuore della questione.
Il peso del bundle con Mario Kart World
Secondo Piscatella la chiave di lettura è il passaggio dal bundle con Mario Kart World alla console venduta separatamente. Un anno fa la proposta commerciale comprendeva la macchina insieme al gioco, oggi invece l’offerta riguarda la sola piattaforma. Questo cambiamento ha contribuito a mantenere quasi fermo l’esborso medio rilevato, anche dopo l’aumento del prezzo dell’hardware. Il confronto annuale finisce quindi per accostare due acquisti di natura diversa: da una parte confezioni che includevano anche un titolo, dall’altra la console e basta.
L’analista descrive questo compromesso senza troppi giri di parole, osservando che chi compra oggi Switch 2 riceve «meno valore nella confezione» rispetto al passato. La cifra pagata alla cassa resta simile ma dentro la scatola c’è qualcosa in meno. Ecco perché quel 2% va interpretato con attenzione e non come il segnale di un prezzo rimasto stabile per chi sceglie la piattaforma di Nintendo.
PlayStation 5 e Xbox, aumenti ben più marcati
Basta dare un’occhiata a cosa è successo alle rivali per rendersi conto di quanto il dato della casa di Kyoto sia fuori dal coro. Nello stesso rilevamento la spesa media per PlayStation 5 è cresciuta del 17%, mentre quella relativa a Xbox Series X e Series S ha segnato un balzo del 33%. Entrambe mostrano uno scostamento annuale nettamente superiore, che in questi casi riflette in modo molto più diretto il ritocco dei listini.
Il quadro si inserisce in uno scenario più ampio, quello della carenza globale di memorie RAM legata alla domanda delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Una pressione che ha finito per coinvolgere tutti e tre i grandi produttori del settore. Sul fronte Sony gli aumenti hanno interessato PS5 e PS5 Pro, mentre per Microsoft vengono citate la Series S da 512 GB e le configurazioni da 1 TB della famiglia Series X e Series S. Nessuno dei protagonisti del mercato è rimasto al riparo da questa ondata.
Per Nintendo il 2026 ha anche un significato particolare perché coincide con la seconda stagione natalizia di Switch 2 sui mercati. Tra le uscite hardware previste figura un’edizione dedicata al quarantesimo anniversario di Zelda, collegata al remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time.
Fonte: TecnoAndroid


