30 Settembre 2026 0:34
VISIONEDIGITALE / STORIE29.09.2026

Tutto lamore che resta, intervista: Bordi, Savarese e Pagliaroli

Tutto l’amore che resta, intervista: Bordi, Savarese e Pagliaroli

Tutto l’amore che resta, intervista a Chiara Bordi, Adriana Savarese e Federica Pagliaroli

Chiara Bordi, Adriana Savarese e Federica Pagliaroli raccontano i loro personaggi in Tutto l’amore che resta, la nuova serie tv basata sulla serie originale francese Lycée Toulouse-Lautrec, creata da Fanny Riedberger. Al centro della storia c’è il Liceo Helen Keller, un istituto fondato da Stefano Fogli, preside interpretato da Raoul Bova, che fa dell’inclusione il proprio valore fondamentale, accogliendo studenti con e senza disabilità.

La scuola nasce anche da una motivazione profondamente personale: Stefano vuole creare uno spazio in cui suo figlio Luca (Giordano Liberati), affetto da una disabilità, e gli altri ragazzi possano sentirsi accolti e valorizzati. Tra i nuovi studenti c’è Vittoria (Gloria Harvey), una sedicenne della Roma bene che si ritrova a vivere una realtà molto diversa da quella a cui è abituata e che, attraverso il rapporto con i compagni, dovrà mettere in discussione i propri pregiudizi. A complicare il percorso di Stefano arriva Michela (Giulia Bevilacqua), ispettrice del Ministero dell’Istruzione ed ex compagna di gioventù del preside, chiamata a verificare che la scuola sia in regola. Il loro incontro riporta a galla vecchie ferite, ma anche ideali e sentimenti che sembravano ormai lontani.

Chiara Bordi è Barbara: lo sport come espressione di sé

Barbara, interpretata da Chiara Bordi, è un’insegnante di educazione fisica e un’atleta disabile. Nella serie diventa anche un punto di riferimento per Nuri, che incoraggia a credere nei propri sogni e a raggiungere i suoi obiettivi. Un aspetto che, pur essendo poco esplorato nella serie, ha spinto Bordi a immaginare il percorso che ha portato Barbara a diventare insegnanteo: “Dalla serie vediamo poco riguardo questo aspetto, però io mi sono un po’ creata la storia di Barbara che in qualche modo l’ha portata fino a quel momento, quindi a insegnare in quella scuola”. Per Barbara, lo sport rappresenta infatti qualcosa di molto più profondo di una semplice attività: “Credo che per Barbara lo sport sia sempre stato una parte integrante di sé e soprattutto un modo quasi di esprimere se stessa, la sua personalità e la sua forza”. Anche la scelta di insegnare educazione fisica in una scuola come quella può rappresentare per Barbara una forma di rivalsa, ma soprattutto un modo per mettere la propria esperienza al servizio degli altri.

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Il rapporto con Nuri (Pierpaola Janvier) porta Barbara ad assumere il ruolo di guida, instaurando con la ragazza una relazione fondata sulla fiducia e sulla capacità di riconoscere il potenziale dell’altro. “Tra Nuri e Barbara si crea questo rapporto di guida. È una ragazza che in qualche modo crede nella sua professoressa, il che è stupendo”, racconta Bordi, sottolineando una delle caratteristiche che più definiscono il personaggio: “Barbara è proprio una di quelle classiche persone che sa vedere il potenziale nelle persone e, quando vede del talento, fa di tutto affinché quella persona possa in qualche modo realizzare i propri obiettivi”. Un atteggiamento che diventa particolarmente importante anche nei momenti più difficili, quando il ruolo di Barbara non è soltanto quello dell’insegnante, ma di una persona capace di accompagnare i propri studenti nel percorso di crescita.

Chiara Bordi (Laura Mattei) in una scena de “I Fantastici 5”. Credits: Virginia Bettoja e Mediaset.

Chiara Bordi e Raoul Bova di nuovo insieme dopo I Fantastici 5

Per Chiara Bordi, Tutto l’amore che resta rappresenta anche una nuova occasione di lavorare con Raoul Bova dopo I Fantastici 5. Se nella precedente serie i due erano legati dal rapporto tra atleta e allenatore, questa volta diventano colleghi: “Prima ero l’atleta e lui l’allenatore, adesso siamo diventati colleghi. È stato incredibile come in un paio d’anni ho fatto un salto”. Anche il tema dell’inclusione viene affrontato da una prospettiva diversa: “Se prima I Fantastici 5 parlava di sport, quindi i personaggi erano proprio degli atleti agonisti, in questo caso abbiamo più delle dinamiche di ragazzi che vivono la scuola”. Il Liceo Helen Keller diventa così uno spazio nel quale tutti gli studenti possono trovare gli strumenti necessari per esprimere il proprio potenziale. “In questo caso cambia l’ambientazione, cambiano le motivazioni che spingono i personaggi: se nell’altro caso era un senso proprio di agonismo, di competizione, in questo caso è la vita”.

Adriana Savarese è Ambra: dietro la sicurezza una grande fragilità

Ambra, interpretata da Adriana Savarese, è una ragazza carismatica, energica e apparentemente molto sicura di sé. La sua personalità, però, nasconde una profonda insicurezza, legata anche alla convinzione che i suoi genitori l’abbiano abbandonata a causa della sua disabilità.Per Savarese, proprio questo contrasto è stato uno degli elementi più interessanti da interpretare: “Sicuramente non è stato facile all’inizio. Ambra ha un carattere veramente molto forte, è molto energica, molto carismatica, ma appunto nasconde sotto un’insicurezza che piano piano tirerà fuori”. La costruzione del personaggio ha rappresentato anche una sfida proprio perché Ambra è molto diversa dall’attrice: “È stato divertente interpretarlo perché è un personaggio diverso da me. Lei è anche un po’ il capogruppo all’interno della classe, si fa rispettare tantissimo”. Anche il suo modo di rapportarsi agli altri rispecchia questa personalità più spigolosa: “Lei dà queste risposte molto secche, molto spigolose, io sono un po’ più tranquilla”.

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Adriana Savarese Tutto L’Amore Che Resta Rai

Uno degli aspetti più delicati del percorso di Ambra riguarda la sua difficoltà a mostrarsi completamente per quella che è, soprattutto nella relazione sentimentale che nasce attraverso una dating app. Una paura che, secondo Savarese, non riguarda però soltanto il suo personaggio: “Credo che questa sia una paura che appartenga a tutti, chi più chi meno. È una paura che appartiene a tutti, anche a tutte le età”. Per Ambra, però, il passaggio fondamentale è imparare ad accettarsi: “Credo che debba imparare ad accettare un attimo se stessa e capire chi è e non avere paura di dimostrarlo agli altri”. La sua storia permette così alla serie di affrontare il tema dell’amore e del desiderio di vivere le stesse esperienze dei propri coetanei senza trasformare la disabilità nell’unico elemento attraverso cui definire il personaggio.

La disabilità non è l’identità di una persona

Proprio questo è uno dei messaggi che Savarese considera centrali nel percorso di Ambra. “Non è stato difficile perché Ambra è una ragazza come tutte le altre ed è proprio da questo che ho imparato tantissimo sulla disabilità”, spiega l’attrice, sottolineando l’importanza di separare la persona dalla sua condizione: “Credo che noi tutti, come società, dobbiamo imparare a distinguere la persona dalla disabilità. Dobbiamo imparare a osservare una persona per quello che è, come faremo con tutti”. Per l’attrice, infatti, la disabilità rappresenta una parte importante dell’esperienza di Ambra, ma non può coincidere con la sua identità: “La disabilità non è l’identità di una persona. Rappresenta sicuramente una parte fondamentale e importante della sua vita, ma non è la sua identità”. Un messaggio che, nelle intenzioni di Savarese, è tra quelli più importanti che la serie può trasmettere.

Federica Pagliaroli è Gaia: dalla teoria alla pratica

Gaia, interpretata da Federica Pagliaroli, arriva al Liceo Helen Keller con una solida preparazione professionale, ma senza avere ancora l’esperienza necessaria per affrontare concretamente una classe con ragazzi e ragazze con disabilità. È proprio il passaggio dalla teoria alla pratica a metterla maggiormente in difficoltà: “Lei non era, cioè all’inizio non è preparata ad avere a che fare con ragazzi e ragazze con disabilità e questa cosa la fa sentire ancora più inadatta”. Per Gaia si tratta di una sfida importante, anche perché la giovane insegnante non ha ancora piena fiducia nelle proprie capacità: “Gli altri le faranno capire che è in grado, però lei non ha tutta questa fiducia in se stessa perché giustamente è una grande sfida”. Il suo percorso diventa quindi quello di una docente che deve progressivamente trovare fiducia nelle proprie capacità.

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Federica Pagliaroli Tutto L’Amore Che Resta Rai

Il cambiamento di Gaia non avviene attraverso un momento improvviso, ma passa soprattutto dal rapporto con gli studenti. È quando riesce a trasmettere la propria passione per una materia e vede che uno dei suoi allievi si appassiona a sua volta che qualcosa cambia: “Gaia forse smette di avere paura, magari non del tutto, quando si accorge che anche solo un allievo si appassiona alla sua materia”. È proprio questo il punto in cui riesce a fare ciò che avrebbe dovuto fare fin dall’inizio: “Riesce appunto a fare quello che avrebbe dovuto fare fin dall’inizio, quindi raccontare con passione ciò che lei per prima ha studiato e trasmetterlo a loro”. Il rapporto con gli studenti diventa così parte integrante della sua formazione professionale.

Il percorso di Gaia ribalta anche il tradizionale rapporto tra insegnante e allievo. Pur essendo arrivata a scuola con il compito di educare, la giovane docente scopre infatti di avere molto da imparare dai suoi studenti. “Assolutamente. Nonostante sia lei l’insegnante, impara da loro”, racconta Pagliaroli. Tra gli insegnamenti più importanti ci sono la pazienza e la capacità di accettare che ogni rapporto abbia i propri tempi: “Impara sicuramente a essere paziente, impara che ci vuole del tempo per le cose, per costruire dei rapporti”. E soprattutto impara a non avere aspettative troppo rigide sul futuro: “Si può partire con un’idea, con un’aspettativa, ma la vita poi ci riserva sempre sorprese, quindi bisogna seguire il flow”.

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