10 Ottobre 2026 0:36
VISIONEDIGITALE / STORIE09.10.2026

Nord Sud Ovest Est: intervista al cast per la seconda stagione

Nord Sud Ovest Est: intervista al cast per la seconda stagione

Nord Sud Ovest Est, il cast racconta la seconda stagione

Il cast di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 riporta in scena i protagonisti di Hanno ucciso l’Uomo Ragno – La leggendaria storia degli 883, con Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli nei panni di Max Pezzali e Mauro Repetto. Accanto a loro tornano Ludovica Barbarito, Davide Calgaro, Roberto Zibetti ed Edoardo Ferrario, mentre Gaia Zampighi e Rosa Barbolini si aggiungono al cast nei ruoli di Michela Rossini e Caterina. La seconda stagione segue gli 883 nel 1993, all’apice della popolarità, quando il successo musicale apre nuove possibilità ma mette alla prova l’amicizia tra i due fondatori.

In questa nuova fase, Max e Mauro devono imparare a gestire una fama che fino a poco tempo prima sembrava irraggiungibile. Ma diventare delle popstar significa anche fare i conti con le proprie fragilità, con aspettative sempre più grandi e con il bisogno di capire chi si vuole essere al di là della musica. Ne abbiamo parlato con Elia Nuzzolo, Matteo Oscar Giuggioli, Davide Calgaro ed EdoardoFerrario, che ci hanno raccontato l’evoluzione dei loro personaggi e il diverso rapporto che ciascuno di loro ha con il successo, i sogni e la vita adulta.

Elia Nuzzolo, Matteo Oscar Giuggioli, Davide Calgaro E Edoardo Ferrario

Elia Nuzzolo: Max Pezzali e il bisogno di trovare la propria strada

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Nella seconda stagione, Max Pezzali si ritrova a fare i conti con le conseguenze del successo, mentre cerca di capire come conciliare la nuova vita da popstar con il legame con Mauro e con le proprie radici. Per Elia Nuzzolo, il punto di partenza è proprio il cambiamento che entrambi i protagonisti sono chiamati ad affrontare: “La seconda stagione parte con Max e Mauro all’apice del successo e devono capire come gestirlo”. Per Max, questo significa trovare un equilibrio tra la fama appena conquistata e una situazione sempre più complessa con il suo migliore amico. Il dilemma con cui si era chiusa la prima stagione, “Io questa come la ballo?”, diventa così il punto di partenza di un percorso di maturazione: “Ci sono varie questioni che Max deve affrontare e, per farlo, devono maturare un po’, devono diventare adulti”.

Anche quando il successo sembra avergli aperto tutte le porte, Max continua a cercare rifugio in un luogo familiare: la tavernetta di casa, dove tutto è cominciato. Secondo Nuzzolo, questo spazio rappresenta molto più di una semplice stanza, perché permette al personaggio di proteggersi dalle pressioni esterne e di conservare il rapporto più autentico con la musica. “Credo che fosse il suo posto sicuro, l’unico posto dove non veniva invaso dalle opinioni altrui o dalle aspettative. Riusciva a restare lì con il suo migliore amico e a fare musica come voleva farla, qualcosa che nasceva da una necessità e non da una richiesta esterna”. Anche con una carriera in ascesa, quindi, Max ha bisogno di preservare una parte di sé che esisteva prima della fama, mentre cerca di capire quale direzione dare alla propria vita.

Matteo Oscar Giuggioli: le inquietudini di Mauro Repetto

Se Max cerca di gestire il successo senza perdere il legame con le proprie radici, Mauro Repetto è attraversato da un’inquietudine che lo spinge a guardare oltre il successo degli 883. Nella seconda stagione, il personaggio interpretato da Matteo Oscar Giuggioli si trova davanti a una domanda difficile: che cosa succede quando si raggiunge un obiettivo inseguito a lungo, ma non ci si sente comunque realizzati? Per l’attore, il percorso di Mauro racconta una sensazione in cui molti possono riconoscersi: “È la storia di un ragazzo che condivide un sentimento che abbiamo provato tutti, quello del non sentirsi abbastanza”.

A complicare il suo percorso è la sensazione di non avere un punto di riferimento come quello che Max sembra aver trovato. “Forse è anche figlio del fatto di non avere un’ancora che poteva avere Max”, spiega Giuggioli. Non si tratta necessariamente di non avere uno scopo, quanto di non trovare qualcosa che renda davvero felici e dia un motivo per alzarsi la mattina. È proprio questa inquietudine a spingere Mauro a interrogarsi sul proprio futuro: mentre Max cerca di gestire il successo raggiunto, lui sente il bisogno di cambiare e di cercare una strada diversa, anche senza sapere con certezza dove lo porterà.

Davide Calgaro: Cisco e la riscoperta della normalità

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Accanto ai sogni e alle inquietudini dei due protagonisti, Cisco continua a rappresentare per Max un legame con Pavia e con la vita di prima. Il personaggio interpretato da Davide Calgaro, però, affronta a sua volta un cambiamento: il progetto della sala giochi, coltivato nella prima stagione, si scontra con la realtà e lascia spazio a una quotidianità più semplice. Per l’attore, questa evoluzione non coincide necessariamente con una sconfitta, ma con la scoperta di ciò che conta davvero per il suo personaggio. “C’è un po’ di disincanto da parte di Cisco, ma in realtà è molto accettato dal personaggio”, racconta.

Il sogno della sala giochi e della Jolly Blu, infatti, si infrange e Cisco torna a una vita fatta di lavoro, abitudini e certezze. In questo senso, diventa il contraltare di Max: mentre l’amico si trova catapultato in un mondo sempre più grande, lui scopre di stare bene nella propria dimensione. “Nel sostenere i sogni del suo amico si rende conto che, in realtà, i suoi sogni sono molto più basilari e che lui sta bene nella sua provincia, con i suoi orari scanditi da un lavoro fisso e determinato”. Cisco dimostra così che non tutti devono inseguire lo stesso tipo di successo per sentirsi realizzati e che anche scegliere una vita ordinaria può essere una conquista.

Elia Nuzzolo E Edoardo Ferrario In Nord Sud Ovest Est Credits Ciriello Sky

Edoardo Ferrario: Pierpaolo Peroni, l’ambizione dietro il successo degli 883

A osservare l’ascesa di Max e Mauro da una prospettiva diversa è Pierpaolo Peroni, interpretato da Edoardo Ferrario. Manager e produttore discografico, è una figura fondamentale per trasformare il talento dei due ragazzi in un fenomeno musicale, ma la sua ambizione personale gioca un ruolo altrettanto importante. “Pierpaolo è un ambizioso, è uno che dall’inizio ha il sogno di diventare un produttore famoso”, spiega Ferrario. Inizialmente, però, Peroni immaginava una carriera diversa, convinto di dover lavorare con artisti estroversi e carismatici, capaci di incarnare un modello di popstar ben preciso.

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L’incontro con Max e Mauro lo costringe a rivedere le proprie aspettative: i due ragazzi di Pavia sono lontani dall’immagine che aveva in mente, ma possiedono un talento che Peroni riesce a riconoscere e valorizzare. “Si trova a gestire Max e Mauro, che sono diversissimi e completamente al di fuori della sua previsione, però capisce che c’è tanto in loro”. Il suo contributo consiste proprio nel dare una direzione a quelle capacità ancora acerbe, aiutando i due amici a trovare la propria identità artistica. “Il grande lavoro che fa Pierpa è quello di dargli fiducia e di riuscire a dare ordine e forza a questo talento molto grezzo, ma molto riconoscibile”. Peroni diventa così il punto d’incontro tra l’istinto creativo degli 883 e le esigenze concrete dell’industria musicale, un uomo che insegue il proprio sogno professionale mentre cerca di accompagnare Max e Mauro verso il loro.

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