20 Settembre 2026 11:26
VISIONEDIGITALE / STORIE19.09.2026

City of Blood, intervista a Jördis Triebel

City of Blood, intervista a Jördis Triebel

City of Blood, intervista a Jördis Triebel

Debutta su Disney+ City of Blood, la nuova serie thriller tedesca ambientata in una Berlino distopica e profondamente segnata dai cambiamenti climatici, dalle disuguaglianze sociali e dalla criminalità. Tra i protagonisti del cast c’è anche Jördis Triebel, che ci ha raccontato il mondo della serie, il rapporto tra esseri umani e vampiri e il cuore emotivo della storia.

City of Blood è l’adattamento della graphic novel Berlinoir, pubblicata circa vent’anni fa, ma la sua rappresentazione del futuro appare oggi sorprendentemente attuale. “È uscita 20 anni fa e, a quel tempo, con questa versione futuristica di Berlino bisognava avere una buona immaginazione, perché oggi è molto vicina alla realtà”, racconta Jördis Triebel.

Il cambiamento climatico e le tensioni politiche sono infatti elementi centrali della serie e contribuiscono a costruire un futuro tutt’altro che rassicurante. “Il cambiamento climatico e la situazione politica sono molto vicini alla realtà”, sottolinea l’attrice, pur mantenendo una prospettiva personale più ottimista: “Sono più fiduciosa e spero che non sia un futuro così cupo e che noi esseri umani possiamo ancora farcela”.

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La Berlino di City of Blood è però anche una città profondamente divisa, dove il divario tra ricchi e poveri diventa sempre più evidente e le risorse sono ormai una questione di sopravvivenza. “È una visione davvero, davvero inquietante di Berlino e del futuro. Questo divario tra ricchi e poveri, il fatto che le risorse si stiano esaurendo, danno un’immagine molto cupa del futuro”, spiega Triebel.

Vampiri o esseri umani? Una scelta tutt’altro che semplice

Uno degli elementi più interessanti della serie è il rapporto tra vampiri ed esseri umani, che si sviluppa anche attraverso una riflessione sul potere e sulla società. Ma da che parte starebbe l’attrice? La risposta passa inevitabilmente dal suo rapporto con il personaggio: “Se dovessi rispondere pensando a me stesso da giovane, direi i vampiri, perché sono sempre stata affascinata dai vampiri. Però, visto che mi identifico molto nel mio personaggio, sceglierei la parte umana e cercherei sempre di stare dalla sua parte”.

Anche la democrazia assume un ruolo fondamentale all’interno di questo mondo. “Resta l’elemento politico più importante della nostra società”, osserva Triebel, che torna quindi a scegliere gli esseri umani. C’è però anche una ragione più personale e quasi ironica: “Non credo che esistano vampiri felici nelle storie sui vampiri. La maggior parte di loro sono soli. Certo, si pensa che sia affascinante non morire, ma il prezzo da pagare è davvero altissimo”.

Da Dracula a Il piccolo vampiro

La passione di Jördis Triebel per il mondo dei vampiri, non nasce con City of Blood. “Il mio film preferito è Dracula. Non so quante volte l’ho visto. È un film fantastico”, racconta, ricordando anche le letture dell’infanzia che hanno alimentato il suo interesse per il genere.

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“Quando ero bambino, c’erano dei libri per ragazzi, Il piccolo vampiro, e quello è stato, per così dire, l’inizio della mia passione per le storie di vampiri”. Un interesse talmente forte da trasformarsi, da bambina, in una vera fantasia: “Non so quante volte li abbia letti e, anche se ero ancora relativamente giovane, ricordo che da bambina speravo sempre che un vampiro venisse a prendermi e mi portasse via”. Una cosa, però, non è mai successa: “Ma non è mai successo”.

Il legame con il genere resta comunque intatto. “Mi piace molto il genere thriller”, aggiunge l’attrice, trovando in City of Blood l’occasione per combinare l’atmosfera thriller con l’immaginario vampiresco.

Il sangue come nuova valuta

Nel mondo della serie, il sangue assume un valore completamente diverso da quello che conosciamo. Non è semplicemente un elemento legato alla natura dei vampiri, ma diventa una vera risorsa economica e politica. “Nella nostra serie il sangue diventa semplicemente la merce più preziosa. Più del denaro, più di qualsiasi altra cosa”, spiega Triebel.

Tra vampiri ed esseri umani esiste inoltre una sorta di equilibrio che deve essere rispettato. “C’è quasi una sorta di patto tra vampiri ed esseri umani che deve essere rispettato”, anticipa l’attrice, prima di riassumere il ruolo centrale di questo elemento nella storia: “Il sangue è semplicemente il tema centrale. Il sangue è la valuta più preziosa”.

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Al di là dei vampiri, della distopia e della lotta per il potere, per Jördis Triebel il centro della serie rimane però una storia profondamente umana: quella di due sorelle separate durante l’infanzia e destinate a ritrovarsi in un mondo completamente trasformato.

“La storia delle due sorelle che si sono perse da bambine e che si ritrovano e combattono contro le strutture di potere, portando alla luce insieme ciò che è stato nascosto. Questo è il cuore della serie”, racconta.

È proprio il rapporto tra i personaggi a permettere alla serie di andare oltre il semplice thriller distopico, mettendo al centro emozioni, legami e scelte personali. Un approccio che Triebel porta anche nel proprio lavoro di attrice: “In entrambi i casi [Dark e City of Blood], seguo sempre la via delle emozioni. Cerco di conoscere la persona e la situazione in cui si trova il personaggio e i personaggi, e semplicemente andare a fondo in tutto questo”.

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