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Parte da Ravenna la missione salvezza di Boscaglia, Samb, cè da lavorare tanto –

Parte da Ravenna la missione salvezza di Boscaglia, "Samb, c'è da lavorare tanto" -

La missione per la quale Roberto Boscaglia è stato chiamato sulla panchina della Sambenedettese è chiara: centrare la salvezza nel Girone B di Serie C.

Il compito dell’ex tecnico di Foggia e Virtus Entella, però, parte subito in salita, dato che il calendario del club marchigiano propone la trasferta in casa del Ravenna seconda forza del raggruppamento.

“C’è da lavorare tanto ma ho trovato una squadra pronta a mettersi a disposizione – ha detto il tecnico siciliano nella conferenza stampa andata in scena oggi che è valsa sia come presentazione alla sua nuova piazza che come consueto appuntamento precampionato -. L’allenatore può fare qualcosa, ma poi sono i ragazzi che vanno in campo a combattere.

Abbiamo bisogno di tutti i nostri 22 giocatori, tutti sono importanti da chi gioca più a chi gioca meno, bisogna pensare solamente alla Samb e a raggiungere l’obiettivo salvezza – riporta RivieraOggi – chi gioca per se stesso non troverà spazio, qui si gioca per una città intera e su questo sono stato da subito molto chiaro. Sto lavorando sulla testa, a volte basta una scintilla per cambiare una stagione, la squadra è valida ma devono scrollarsi di dosso la paura. Se mi aspettavo la chiamata prima? Quando sei fuori e guardi le partite una chiamata la aspetti sempre. Come uscire da questo momento? Non dobbiamo pensare a quello che sarà a fine campionato, ma pensare una partita alla volta, anzi un pallone alla volta. Io cercherò di trasmettere la mia esperienza ai ragazzi, poi sono loro che vanno in campo, il mio ruolo è quello di dargli le ‘armi’ per combattere. Con ogni giocatore bisogna trovare una chiave diversa per entrare nella sua testa, ci sono tanti fattori personali che fanno la differenza, è un lavoro individuale e non solo tecnico tattico su cui devo incidere.

Moduli? Non mi piace parlare tanto di numeri, si attacca in undici e si difende in undici. I più bravi devono giocare, ci vuole la qualità nel giocare la palla. Parigini e Stoppa possono coesistere”.

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