Il 14 gennaio del 2006 inizia una delle rimonte più improbabili del calcio spagnolo. Perché il Real Madrid di Fabio Capello è reduce da due sconfitte, entrambe roboanti. Zero a tre al Bernabeu contro il Recreativo Huelva, due a zero al Riazor di La Coruna. La stampa critica la squadra e il tecnico italiano, arrivato dopo lo scandalo di Calciopoli del 2006, è sotto pressione. Tutti lo invitano ad andarsene, anche re Juan Carlos, tifosissimo dei Blancos. E invece, incredibilmente, a fine stagione arriverà la trentesima Liga da mettere in bacheca, arrivando sì a pari punti con il Barcellona – che era anche a più sei nel corso della stagione – ma con gli scontri diretti a favore.
Appunto, il 14 gennaio c’è Real Madrid Saragozza. Il rischio è che, con un pari o una sconfitta, il Real Madrid decida di esonerare il tecnico. Perché ha deciso di lasciare fuori un David Beckham che ha già annunciato l’addio in direzione Stati Uniti a fine stagione, per giocare con i Los Angeles Galaxy, attirando le ire della dirigenza. Tribuna per Beckham, fuori anche Ronaldo e Cassano, in campo un Higuain al debutto. È Van Nistelrooy, alla fine del primo tempo, a firmare il definitivo uno a zero.
Alla fine succede il peggio: Capello esce mostrando il dito medio all’aficion Blanca. Un’immagine che non va giù a nessuno e che porterà comunque all’addio del tecnico a fine stagione.


