8 Novembre 2026 15:11
VISIONEDIGITALE / STORIE08.11.2026

Di quanto potrebbero ridursi le multe per eccesso di velocità

La riforma del Codice della strada potrebbe ridurre molto le multe per eccesso di velocità: da 42 a 5 euro nei casi minimi, con un nuovo calcolo per ogni km/h oltre il limite.

Un autovelox e un agente della polizia locale su una strada urbana con limite di velocità
Illustrazione generata con intelligenza artificiale.

La riforma del Codice della strada potrebbe ridurre in modo sensibile le multe per eccesso di velocità, soprattutto nei casi marginali. Il cambiamento principale è nel metodo di calcolo: non più fasce rigide basate sullo scostamento dal limite, ma un importo parametrato a ogni chilometro orario oltre la soglia. Nell’esempio più semplice, su una strada urbana con limite di 50 km/h, chi viaggia a 56 km/h passerebbe da 42 a 5 euro.

Si tratta però di una proposta ancora in itinere. Il nuovo impianto è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre e, secondo il percorso indicato nel dossier, dovrebbe entrare in vigore dal 1 gennaio 2028 solo dopo gli altri passaggi parlamentari e un nuovo via libera del governo. La riduzione delle multe, dunque, non è ancora effettiva: per ora è una previsione della riforma.

Il sistema attuale e quello nuovo

Oggi le sanzioni per eccesso di velocità si dividono in quattro fasce: 42 euro per 1-10 km/h oltre il limite, 173 euro per 11-40 km/h, 543 euro per oltre 40 e fino a 60 km/h, 845 euro per oltre 60 km/h. Il nuovo Codice abbandonerebbe questo schema e introdurrebbe un calcolo lineare: 5 euro per ogni km/h oltre il limite fino a 20 km/h sulle strade, 10 euro per ogni km/h oltre il limite in autostrada, e poi 10 euro per ogni km/h oltre i 20 km/h ovunque.

Tradotto in pratica, a 57 km/h in un tratto urbano con limite a 50 km/h si pagherebbero 10 euro; a 58 km/h, 15 euro. La differenza rispetto al sistema attuale è netta: nelle infrazioni lievi la multa diventerebbe molto più bassa, mentre resterebbe più severa quando il superamento è ampio.

Cosa resterebbe invariato

La riforma non toccherebbe alcuni meccanismi già previsti. Resterebbe lo sconto del 30 per cento per chi paga entro cinque giorni e resterebbe la tolleranza del 5 per cento, con un minimo di 5 km/h, per gli apparecchi di rilevamento elettronico. Cambierebbe anche la maggiorazione notturna tra le 22 e le 7, che scenderebbe da un terzo a un quinto dell’importo base.

Anche il sistema dei punti verrebbe ritoccato: per il superamento tra 11 e 40 km/h la decurtazione scenderebbe da 3 a 2 punti, e scatterebbe solo oltre i 20 km/h. Il messaggio del governo, almeno secondo il testo recuperato, è quello di rendere più proporzionata la sanzione rispetto all’infrazione commessa.

Le obiezioni: sicurezza e conti pubblici

Le critiche arrivano da amministratori locali e operatori della sicurezza stradale. Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e referente ANCI in Viabilità Italia, sostiene che la riduzione delle sanzioni possa avere conseguenze sia sulla sicurezza stradale sia sulle entrate dei comuni. In particolare, ha citato un calcolo relativo alla Tangenziale Nord di Verona: ricalcolando le sanzioni del 2025 con i nuovi parametri, la riduzione degli accertamenti sarebbe del 58 per cento a parità di verbali e velocità.

Preoccupato anche il presidente di ASAPS, Giordano Biserni, secondo cui nei casi di sanzioni minime i costi amministrativi per produrre e inviare i verbali potrebbero arrivare a superare gli importi riscossi. Carlo Rapicavoli, direttore di ANCI Veneto, aggiunge che oggi è impossibile prevedere con precisione la ricaduta sulle entrate dei comuni senza simulazioni più ampie e una verifica complessiva del testo.

Il nodo politico è qui: da un lato la volontà di correggere un sistema giudicato troppo rigido nei casi minori, dall’altro il timore che multe troppo basse riducano l’effetto deterrente e pesino sui bilanci degli enti locali. Per gli automobilisti, il risultato più immediato sarebbe una forte diminuzione delle sanzioni per piccoli superamenti del limite; per i comuni, invece, resta aperta la domanda su quanto davvero cambierebbero gli introiti.

Fonti

Visite totale 1 , 1 visite oggi
FINE / 2026Uno sguardo curioso sul presente.
CONTINUA A ESPLORARE / 03

Da leggere dopo.

Tutta la sezione ↗