Intesa rilancia l’Opas su Mps, Delfin aderisce
Intesa Sanpaolo rilancia l’Opas su Mps e Delfin aderisce per il 17,6% del capitale. Resta decisiva l’assemblea del 29 ottobre.

Intesa Sanpaolo ha rilanciato la propria offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria su Banca Monte dei Paschi di Siena, aumentando la componente in contanti dell’operazione. Nelle ore successive è arrivata anche l’adesione di Delfin, che ha comunicato l’impegno a partecipare all’Opas per una quota pari al 17,6% del capitale di Mps. Due passaggi che rendono più concreto il dossier bancario e ne avvicinano una fase decisiva.
Cosa è successo
La notizia riguarda un’operazione avviata da Intesa Sanpaolo il 8 giugno 2026, quando il gruppo ha promosso un’Opas sulla totalità delle azioni ordinarie di Mps. Il 3 ottobre 2026 Intesa ha poi comunicato un aggiornamento del corrispettivo in denaro, confermando al tempo stesso di non voler rinunciare alle condizioni di efficacia dell’offerta.
Il giorno successivo, il 4 ottobre 2026, Delfin ha reso noto il proprio impegno ad aderire all’operazione per il 17,6% del capitale di Mps. Si tratta di un elemento rilevante perché Delfin è uno degli azionisti centrali dell’istituto senese e il suo orientamento può incidere sull’esito complessivo dell’operazione.
Perché il passaggio è importante
L’Opas non è un evento isolato, ma un tassello del riassetto del settore bancario italiano. L’adesione di un azionista di peso come Delfin rafforza la visibilità dell’offerta e rende più concreto il percorso verso eventuali cambiamenti nell’azionariato e nella governance di Mps.
Per il mercato, il punto chiave non è solo il rilancio economico dell’operazione, ma anche la tenuta delle condizioni previste da Intesa. Nel comunicato del 3 ottobre, la banca ha infatti chiarito che alcune delibere straordinarie dell’assemblea di Mps, convocata per il 29 ottobre 2026, potrebbero incidere sull’efficacia dell’Opas.
Lo stato attuale del dossier
Al momento l’operazione è in corso e resta legata a passaggi societari ancora determinanti. La data da monitorare è dunque quella dell’assemblea di Mps del 29 ottobre 2026, perché da lì può dipendere la continuità dell’offerta nelle condizioni definite da Intesa.
In termini pratici, questo significa che il dossier Mps resta aperto e che le prossime decisioni potranno avere effetti su:
- assetti proprietari della banca senese;
- governance del gruppo coinvolto;
- equilibri del sistema bancario italiano;
- andamento del titolo e percezione del mercato sull’operazione.
Le conseguenze per lettori e risparmiatori
Per chi segue il settore bancario o detiene azioni coinvolte indirettamente nel risiko del credito, il messaggio è semplice: l’Opas su Mps è entrata in una fase più concreta, ma non è ancora definita. Il rilancio economico e l’adesione di Delfin rafforzano il dossier, mentre l’esito dell’assemblea di fine ottobre resta uno snodo decisivo.
La situazione va quindi letta come una tappa significativa di un’operazione ancora soggetta a condizioni e verifiche societarie. Per ora i fatti confermati indicano una trattativa avanzata, non un esito già chiuso.
Fonti
- Considerazioni di Intesa Sanpaolo in merito alle operazioni comunicate da banca monte dei paschi di siena anche in relazione alle ops su banco bpm e banca generali e al possibile mancato avveramento delle condizioni di efficacia dell’opas. incremento del corrispettivo dell’opas
- Intesa Sanpaolo: comunicazione art. 102 tuf – offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria promossa da Intesa Sanpaolo s.p.a. sulla totalità delle azioni di banca monte dei paschi di siena s.p.a.
- Operazione MPS


