18 Settembre 2026 10:32
VISIONEDIGITALE / STORIE17.09.2026

Accise carburanti, cosa cambia da venerdì 18 settembre: lo sconto sul diesel resta, ma si riduce

taglio accise carburanti settembre 2026

Dal 18 settembre cambia nuovamente la tassazione sul gasolio. Il Governo proroga il taglio delle accise fino al 5 ottobre, ma con uno sconto progressivamente più basso. Ecco quanto cambia realmente alla pompa.

Da venerdì 18 settembre 2026 cambiano ancora le accise sui carburanti. Contrariamente a quanto potrebbe suggerire l’espressione “nuovo taglio delle accise”, per gli automobilisti che utilizzano il diesel non arriverà uno sconto maggiore rispetto a quello attualmente in vigore.

Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato la proroga della riduzione dell’accisa sul gasolio, ma contemporaneamente ha deciso di ridimensionare progressivamente il beneficio.

Dal 18 settembre, quindi, lo sconto continuerà a esistere, ma sarà inferiore a quello applicato fino a giovedì 17 settembre.

Quanto scende lo sconto dal 18 settembre

Fino al 17 settembre 2026, l’accisa sul gasolio è fissata a 532,90 euro per mille litri, contro un livello ordinario di 672,90 euro per mille litri. La riduzione fiscale è quindi pari a 14 centesimi al litro di accisa che, considerando anche l’effetto dell’IVA, corrisponde a circa 17,1 centesimi al litro per il consumatore. La misura attualmente in vigore è prevista dal decreto-legge del 10 settembre 2026.

Da venerdì 18 settembre e fino al 25 settembre, l’accisa salirà invece a 572,90 euro per mille litri.

Il nuovo sconto sarà quindi pari a:

10 centesimi al litro di accisa, che diventano 12,2 centesimi al litro considerando anche l’IVA.

In altre parole, tra giovedì e venerdì il beneficio fiscale diminuirà da circa 17,1 a 12,2 centesimi al litro.

A parità di tutte le altre condizioni di mercato, significa un aumento potenziale del prezzo del diesel di circa 4,9 centesimi al litro.

Naturalmente questo non significa che tutti i distributori aumenteranno automaticamente il prezzo esattamente di quella cifra: il prezzo alla pompa dipende anche dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, dai margini degli operatori e dalle tempistiche con cui le variazioni vengono trasferite sulla rete.

Dal 26 settembre lo sconto sarà dimezzato ancora

Il decreto prevede una seconda fase.

Dal 26 settembre al 5 ottobre 2026, l’accisa sul gasolio salirà ulteriormente a 622,90 euro per mille litri.

La riduzione rispetto all’aliquota ordinaria sarà quindi di appena 5 centesimi di accisa al litro, equivalenti a circa 6,1 centesimi al litro IVA compresa per il consumatore finale.

Il calendario può quindi essere riassunto così:

Periodo Accisa sul diesel Sconto complessivo indicativo
Fino al 17 settembre 532,90 €/1.000 litri circa 17,1 cent/l
18-25 settembre 572,90 €/1.000 litri 12,2 cent/l
26 settembre-5 ottobre 622,90 €/1.000 litri 6,1 cent/l
Aliquota ordinaria 672,90 €/1.000 litri nessuno sconto

Il provvedimento approvato dal Governo stabilisce quindi un vero e proprio decalage, cioè una progressiva riduzione dell’agevolazione fiscale.

Benzina esclusa dal nuovo intervento

Un altro elemento importante riguarda la benzina.

La nuova riduzione temporanea prevista dal decreto riguarda il gasolio usato come carburante. Non viene introdotto un analogo nuovo sconto generalizzato sulla benzina.

Il provvedimento estende invece, nella prima fase, il beneficio anche ai gasoli paraffinici e al biodiesel utilizzati come carburanti e proroga alcune misure di sostegno destinate all’autotrasporto.

Quanto costano oggi benzina e diesel

Il nuovo intervento arriva in una fase caratterizzata da prezzi dei carburanti particolarmente elevati.

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy riportati il 17 settembre, sulla rete stradale nazionale il prezzo medio self service risulta pari a circa:

  • 2,143 euro al litro per la benzina;
  • 2,266 euro al litro per il gasolio.

In autostrada le medie salgono rispettivamente a circa 2,236 euro per la benzina e 2,346 euro per il diesel.

Si tratta di valori medi nazionali: i prezzi effettivi possono naturalmente essere molto diversi tra un impianto e l’altro.

Perché parlare semplicemente di “taglio delle accise” può essere fuorviante

Tecnicamente il taglio delle accise continua a esistere, perché anche dal 18 settembre l’imposta sul diesel resterà inferiore all’aliquota ordinaria.

Ma per chi fa rifornimento il confronto più utile è quello con il prezzo applicato fino al 17 settembre.

Ed è qui che cambia la prospettiva: da venerdì lo sconto fiscale diminuisce, non aumenta.

Il Governo passa infatti da un beneficio di circa 17,1 centesimi al litro a 12,2 centesimi, per poi scendere a 6,1 centesimi dal 26 settembre.

Di conseguenza, se le altre componenti del prezzo rimanessero invariate, la riduzione dello sconto avrebbe l’effetto di spingere progressivamente verso l’alto il prezzo finale del diesel.

Cosa succede dopo il 5 ottobre

La misura approvata ha carattere temporaneo e arriva fino al 5 ottobre 2026. L’aliquota ordinaria di riferimento del gasolio rimane pari a 672,90 euro per mille litri.

Di conseguenza, eventuali ulteriori riduzioni dopo quella data dipenderanno dai provvedimenti che saranno in vigore in quel momento e dall’andamento dei prezzi energetici.

Per gli automobilisti, quindi, la data da segnare non è soltanto venerdì 18 settembre: altrettanto importante sarà il 26 settembre, quando il beneficio fiscale verrà nuovamente dimezzato.

La sintesi è semplice: lo sconto sulle accise del diesel viene prorogato, ma da venerdì sarà meno generoso.

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