La sessione d’esami invernale è iniziata. Milioni di studenti italiani sono alle prese con le prove di gennaio e febbraio e studiare con l’AI è ormai una prassi ricorrente. Secondo il report sul futuro dell’istruzione 2025 pubblicato da GoStudent, piattaforma europea di ripetizioni online, l’AI è ormai parte integrante della quotidianità scolastica: il 28% degli studenti europei dichiara infatti di utilizzarla regolarmente come supporto alle attività curricolari per studiare, e non per copiare. Ma quali sono le funzioni più utili e quali strumenti le svolgono meglio?
Come generare flashcard e quiz
Il primo passo della preparazione di un esame è memorizzare i concetti chiave, e le flashcard restano lo strumento più efficace per farlo. Si tratta di schede domanda-risposta che costringono il cervello a recuperare attivamente l’informazione, un processo che secondo la ricerca sulla memoria rafforza le connessioni neurali molto più della semplice rilettura. L’AI ha reso la loro creazione automatica: basta caricare un pdf o un file di appunti e il sistema genera le schede in pochi secondi.
Quizlet, fondato nel 2005 e oggi utilizzato da 60 milioni di utenti, è il nome più noto del settore grazie alla funzione Magic Notes che trasforma qualsiasi materiale in schede pronte all’uso. Il limite principale è il prezzo: molte funzioni avanzate richiedono l’abbonamento Plus da 35,99 dollari l’anno.
L’alternativa gratuita più popolare è Knowt, che offre le stesse funzioni senza costi e permette persino di importare i set già creati sulla piattaforma concorrente.
Per chi cerca il massimo controllo sulla ripetizione, Anki resta il punto di riferimento: è gratuito, open source, e usa un algoritmo di ripetizione spaziata che adatta la frequenza di revisione al livello di memorizzazione dello studente. Il rovescio della medaglia è l’interfaccia datata e la configurazione manuale dei mazzi di carte non molto intuitiva.
Una volta memorizzati i concetti, però, serve verificare di averli davvero capiti, ed è qui che entrano in gioco i quiz. L’AI può generare test a risposta multipla, vero/falso e domande aperte a partire dallo stesso materiale usato per le flashcard, il che equivale di fatto a una simulazione dell’esame vero e proprio. Il chatbot Q-Chat di Quizlet funziona come tutor virtuale e genera quiz interattivi, ma è incluso solo nell’abbonamento a pagamento.
Studyfetch crea esami personalizzati e traccia i progressi dello studente per segnalare i punti deboli su cui concentrarsi.
La piattaforma italiana Docsity AI, lanciata lunedì 13 gennaio 2026 dalla startup torinese fondata da Riccardo Ocleppo, copre entrambe le funzioni in un’unica app: genera flashcard da registrazioni audio, pdf, documenti Word e link YouTube, e le integra in un sistema di simulazione d’esame che produce domande sul materiale caricato e valuta le risposte dello studente.
Trascrizione e riassunti delle lezioni
Prima di memorizzare, però, bisogna avere il materiale su cui studiare, e per molti studenti il punto di partenza è la lezione in aula. Registrarla e trasformarla in testo è uno degli usi più comuni dell’AI tra gli universitari italiani.


