Nel 2025, la scelta di NewsGuard della persona o l’entità che ha contribuito in modo più significativo al disordine informativo globale, è ricaduta su Yevgeny Shevchenko, un esperto di tecnologia russo responsabile della diffusione online di milioni di articoli contenenti propaganda filorussa e, spesso, informazioni false. Un nome poco noto al grande pubblico, ma che molti hanno indirettamente incontrato nelle proprie ricerche online.
Dall’uomo alla macchina della propaganda
Yevgeny Shevchenko è il fondatore della rete Pravda, un ecosistema di 286 siti di news automatizzati e attivi in 49 lingue diverse. Originario della Crimea, gestisce il network attraverso la società TigerWeb, da un modesto ufficio in un piccolo centro operativo di Sinferopoli. Una figura enigmatica che, secondo l’analisi condotta dalle colleghe di NewsGuard Alice Lee ed Eva Maitland, lascia che sia la sua campagna a parlare per sé. “Shevchenko è piuttosto restio ai riflettori, con profili social privati e praticamente assente dai media, il che ha reso il nostro lavoro più difficile”, mi ha raccontato Lee.
Secondo Maitland e Lee, entrambe esperte di campagne di influenza russe, è piuttosto raro che a un’operazione di questo tipo possa essere associato un individuo con nome e cognome. Grazie a un suo vecchio sito archiviato online, le due colleghe hanno scoperto che, prima dell’annessione della Crimea alla Russia, Shevchenko gestiva alcuni siti web che, però, non sembravano particolarmente filo-Cremlino. Le cose sono cambiate dall’inizio della rivolta di Euromaidan, quando Shevchenko ha creato una settantina di siti che ripubblicavano contenuti di propaganda russa. Nel 2015, ha fondato TigerWeb, la società attraverso cui avrebbe in seguito coordinato la rete globale Pravda.
L’obiettivo è inquinare i motori di ricerca
Con l’invasione russa dell’Ucraina, Pravda, che in russo significa “verità”, è diventata una vera e propria macchina industriale di disinformazione. Solo nel 2025, il network ha pubblicato 6,3 milioni di articoli: il 75% in più rispetto ai già impressionanti 3,6 milioni dell’anno precedente. Significa che Pravda è in grado di sfornare una media di oltre 17.000 contenuti al giorno. Nello stesso anno, il team di NewsGuard ha identificato 288 articoli della rete che hanno promosso 115 notizie false su temi come le guerre in Ucraina e a Gaza, la politica statunitense, la salute e le elezioni in Europa. Nel luglio 2025, Shevchenko è stato sanzionato dall’Unione europea per “manipolazione e interferenza coordinate delle informazioni”.
Eppure, a questo straordinario volume di contenuti pubblicati corrispondono dati di traffico piuttosto modesti: secondo SimilarWeb, società specializzata nell’analisi dei dati di navigazione online, il sito in lingua inglese Pravda-en[.]com registra in media meno di 1.000 visitatori unici mensili. Un dato che non va interpretato come la prova di un fallimento dell’operazione. Al contrario, suggerisce che l’obiettivo della rete non sia quello di raggiungere i lettori in modo “organico” o attraverso le semplici condivisioni sui social network. La strategia sarebbe, piuttosto, quella di inquinare le risposte dei chatbot e i risultati dei motori di ricerca intelligenti, compromettendo l’affidabilità degli strumenti tecnologici che stanno progressivamente rivoluzionando le modalità in cui si cercano le informazioni online.


