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Che cos'è Seedance 2.0 e perché la nuova AI cinese di ByteDance ha scatenato una rivolta a Hollywood

Che cos'è Seedance 2.0 e perché la nuova AI cinese di ByteDance ha scatenato una rivolta a Hollywood

Probabilmente ByteDance sperava che i primi risultati di Seedance 2.0 dessero il la ad articoli dai toni entusiastici sulle capacità del modello. In parte è quello che è accaduto, quando un commento sui social è diventato virale.

Poco dopo il lancio dello strumento, lo sceneggiatore di Deadpool Rhett Reese ha scritto su X un post che lasciava trasparire tutta la sua preoccupazione: Odio doverlo dire, ma probabilmente per noi è finita”. Il commento era riferito a un video realizzato dal regista irlandese Ruairi Robinson con Seedance 2.0, che mostrava un combattimento iperrealistico tra Tom Cruise e Brad Pitt. “In pochissimo tempo una sola persona potrà sedersi davanti a un computer e creare un film indistinguibile da quelli che Hollywood produce oggi”, ha osservato Reese in un post successivo. “È vero, se quella persona non è brava il risultato sarà pessimo. Ma se possiede il talento e il gusto di Christopher Nolan (e qualcuno così arriverà rapidamente), sarà qualcosa di straordinario”.

Tuttavia, c’è chi respinge l’idea che Seedance 2.0 sia davvero in grado di sostituire gli artisti nel modo paventato dallo sceneggiatore. Su Bluesky e X diversi utenti hanno contestato la tesi secondo cui il modello segnerebbe la fine di Hollywood, accusando alcuni media di aver fatto coincidere troppo rapidamente la reazione di Reese a quella dell’intero settore.

Tra le voci fuori dal coro c’è Reid Southen, concept artist che ha partecipato a grandi produzioni cinematografiche e televisive, da tempo critico dell’AI. “Nolan è capace di realizzare grandi opere perché ha fatto il lavoro necessario”, ha dichiarato Reid Southen. “L’AI è uno strumento di automazione, sta letteralmente eliminando lavori chiave e fondamentali. Come può qualcuno diventare bravo in qualcosa se insiste nell’usare solo scorciatoie?”.

Forse la prova più convincente a sostegno della posizione di Southen arriva da una recente serie tv generata interamente con l’AI da Darren Aronofsky, che è stata accolta molto negativamente. Parlando in forma anonima con Ars Technica, una fonte vicina alla produzione ha rivelato che sono state necessarie “settimane” per ottenere pochi minuti di video utilizzabili, il tutto ricorrendo a una varietà di strumenti di intelligenza artificiale.

In mezzo alle polemiche di questi giorni, tanto per i creativi tanto quanto per i detentori dei diritti sarà fondamentale capire come è stato addestrato Seedance 2.0. ByteDance non ha ancora pubblicato un report tecnico sul modello e “non ha mai divulgato i dataset utilizzati per addestrare i suoi potenti modelli di generazione video Seedance e quelli di generazione di immagini Seedream”, fa notare il South China Morning Post.

Questo articolo è apparso originariamente su Ars Technica.

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