CaptAIn, come si sviluppa un'AI agent che parla a nome di Fincantieri

Quale ruolo affidare all’artificial intelligence in azienda e in particolare nell’ambito della comunicazione? Sono in molti a porsi la domanda, perché nella risposta c’è la chiave per segnare una discontinuità più profonda rispetto a un prima, anche nel modo di raccontarsi e di raggiungere i propri portatori di interesse.

In casa Fincantieri, all’enabler per eccellenza sono stati affidati, con una certa coerenza per un Gruppo attivo in tutti i settori della navalmeccanica ad alta tecnologia, i gradi di CaptAIn: il riferimento va all’agente di intelligenza artificiale proprietario che il Gruppo ha sviluppato e integrato nel nuovo sito corporate che non deve limitarsi a essere una piattaforma informativa ma “un racconto identitario, in ogni suo dettaglio”. Nel portale che punta a offrire un racconto immersivo, a CaptAIn sono affidati numerosi compiti, al fine di generare esperienze dinamiche e personalizzate e rendere possibile un dialogo con “pubblici sempre più diversificati”.

Non si tratta però di un chatbot o di un assistente virtuale tradizionale ma di “un motore di ricerca intelligente e avanzato in grado di comprendere, aggregare e riscrivere contenuti in tempo reale, trasformando il sito in un vero hub cognitivo”.

Non una vetrina ma un’ecosistema intelligente

Per comprendere il contesto in cui va l’AI Agent va a situarsi, non solo dal punto di vista tecnologico ma complessivo, è utile capire dove sta andando la comunicazione del Gruppo, l’approccio al digitale e la visione dell’artificial intelligence. Racconta a Wired Lorenza Pigozzi, EVP Group Strategic Communication di Fincantieri: “Negli ultimi anni la comunicazione digitale di Fincantieri è cambiata in modo radicale, perché è cambiata prima di tutto la nostra identità.

Per troppo tempo il racconto dell’azienda è rimasto legato all’immagine del cantiere ottocentesco. Un’eredità importante, ma non più sufficiente a rappresentare ciò che Fincantieri è oggi. Dal 2023 abbiamo avviato una trasformazione profonda: da costruttori di navi a pionieri dell’innovazione. Questo cambio di paradigma ha imposto un nuovo modo di pensare anche la comunicazione digitale, non più come semplice racconto dell’esistente, ma come spazio di interpretazione del futuro.

Il nuovo sito corporate arriva al termine di un percorso lungo che per Fincantieri è stato prima di tutto culturale, ancora prima che tecnologico. Tutto è iniziato quasi tre anni fa, in una fase in cui l’intelligenza artificiale generativa muoveva i primi passi ed era percepita ancora come qualcosa di sperimentale In quel contesto abbiamo scelto un approccio metodico e prudente, evitando scorciatoie. Il primo investimento non è stato sugli strumenti, ma sulla formazione: la Direzione Comunicazione Strategica ha dedicato decine di ore allo studio dell’AI applicata alla comunicazione per comprenderne davvero potenzialità, limiti e rischi.

Per noi, formarsi su una tecnologia che evolve così rapidamente era ed è l’unico modo per evitare un uso superficiale o puramente cosmetico dell’innovazione. Prima di portare l’AI all’esterno, abbiamo deciso di testarla e farla crescere all’interno dell’organizzazione. È nato così MIA – My Intelligence Assistant, una piattaforma interna che oggi ospita oltre quaranta assistenti verticali a supporto delle attività quotidiane: dalla comunicazione alle traduzioni, fino alla creazione di Digital Avatar, le identità digitali dei nostri apicali, a partire dall’Amministratore Delegato, per garantire una comunicazione immediata, coerente e davvero globale. Questo percorso si inserisce in una visione più ampia, che ha trovato il suo cuore tecnologico in BRAIN, l’ecosistema di intelligenza artificiale di Fincantieri. Non un singolo strumento, ma un motore capace di connettere, interpretare e accelerare persone, processi e conoscenza”.

Da archivio a piattaforma dinamica

Un ruolo fondamentale nel nuovo sito corporate, punto di approdo del percorso descritto, “non una semplice vetrina, ma un ecosistema intelligente pensato per rendere accessibile la complessità del Gruppo, è affidato a CaptAIn, l’agente di intelligenza artificiale che trasforma il sito “in un vero hub cognitivo”

Lorenza Pigozzi EVP Group Strategic Communication di Fincantieri

Lorenza Pigozzi, EVP Group Strategic Communication di Fincantieri

Fincantieri

Ma in che modo? E cosa si intende per hub cognitivo? Risponde Pigozzi: “Quando parliamo di hub cognitivo intendiamo un ambiente capace di connettere e interpretare l’intero patrimonio informativo del Gruppo – testi, dati, immagini, video, documenti – rielaborandolo in tempo reale per offrire risposte personalizzate, coerenti e contestuali. CaptAIn non si limita a trovare informazioni: le sintetizza, le mette in relazione, le trasforma in un racconto. Il sito corporate passa così da archivio a piattaforma viva, in grado di dialogare con pubblici diversi e accompagnarli nella scoperta di chi siamo oggi e che percorso stiamo intraprendendo”.

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