Se molti prodotti in competizione tra loro sfruttano l’AI con le stesse finalità, a fare la differenza spesso è chi capisce come impiegare al meglio la tecnologia.
“In realtà è una questione di maturità dei software“, dice Sag. “Che però non è molto sexy”.
Prendiamo come esempio gli smart glasses. Quest’anno al Ces ne verranno presentati moltissimi, che, a giudicare dalle anticipazioni, offriranno praticamente tutto ciò che si può desiderare, dalle ricerche tramite chatbot attivabili alla traduzione istantanea. Ogni nuovo modello in arrivo sul mercato dovrà però fare i conti con Meta, che ha accumulato un vantaggio considerevole nel comparto grazie agli occhiali intelligenti più venduti in assoluto. Il gigante ha lavorato per anni sul design e sull’esperienza d’uso della sua proposta e finora nessuno è riuscito a fare meglio.
Il discorso si può applicare a praticamente qualunque categoria di prodotto. “[La domanda] è quanto è davvero utile, ma anche quanto è valido il software”, spiega Sag. “Tutti avranno una qualche forma di AI. Ma se il software fa schifo, non servirà a niente“.
Le nuove frontiere dell’AI
Se l’AI presidia già occhiali intelligenti e smartwatch, quest’anno la ritroveremo con maggiore frequenza anche in altri dispositivi, dagli auricolari alle cuffie, fino all’abbigliamento smart, ovvero capi con sensori integrati pensati per monitorare il corpo o l’attività fisica.
Anche la tecnologia per la salute si affiderà sempre di più all’intelligenza artificiale per monitorare dati biometrici raccolti da dispositivi indossabili come anelli e bracciali. E i sensori per la salute continueranno a spuntare in luoghi sempre più sorprendenti, dalle toilette ai tappetini da bagno, passando per i reggiseni.
L’intelligenza artificiale continuerà a spingere anche l’evoluzione della smart home, con nuovi gadget in grado di ascoltare, vedere e comprendere cosa succede tra le mura domestiche.
Alle solite categorie destinate a integrare funzioni AI, come aspirapolvere e videocamere di sicurezza, si affiancheranno prodotti meno scontati, dai frigoriferi agli apriporta dei garage.
È plausibile che molti nel settore siano in attesa di vedere che forma prenderà la strategia di OpenAI sui dispositivi. L’azienda ha già fatto sapere che i suoi primi prodotti fisici saranno dispositivi personali (un gadget audio e una penna per prendere appunti, stando alle indiscrezioni). Ma per il debutto hardware dello sviluppatore di ChatGPT ci sarà da aspettare almeno un anno, e non è escluso che l’azienda abbia altro in cantiere.

