Paesi Bassi – Eindhoven non è soltanto una delle città dove la tecnologia più s’intreccia con la storia industriale: è un laboratorio diffuso in cui hub clinici, centri di ricerca e aziende danno un contributo concreto alla costruzione della sanità del futuro. Qui, nel cuore dell’area del Brainport, si sta consolidando uno degli ecosistemi europei più dinamici nel campo dell’innovazione per la digital health. Una parte di questa vocazione tecnologica nasce dalla storia stessa del distretto, con la presenza di imprese come Asml (settore dei semiconduttori e chip), Daf (veicoli commerciali) e Philips, che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento hanno avviato le prime filiere elettroniche e creato il nucleo industriale da cui è poi cresciuto l’intero distretto.
In ambito sanitario il cuore dell’area – che non ha una propria università locale, e per questo ha sviluppato delle proprie prassi per raccogliere e trasmettere il sapere – è costituito dal Catharina Hospital, uno dei centri clinici più avanzati dei Paesi Bassi e d’Europa, e poi da tutto ciò che fa capo a Philips, che rispetto alla sua fondazione nel 1891 ha progressivamente abbandonato il settore dell’illuminazione e dell’elettronica di consumo per dedicarsi anzitutto alle tecnologie per la salute. La densità di competenze, il continuo scambio tra discipline e la presenza di colossi dei semiconduttori e dell’imaging rendono questo luogo una sorta di acceleratore naturale: non è un caso che molte delle innovazioni più rilevanti nella diagnostica e nel design sanitario nascano o vengano testate proprio qui.
Dentro l’ospedale Catharina
Costruito nella periferia a nord di Eindhoven, il Catharina Hospital è specializzato in oncologia, cardiologia e chirurgia ad alta complessità, ed è diventato negli anni un punto di riferimento nazionale: solo nel 2024 (il dato più recente disponibile) ha pubblicato 589 articoli scientifici e ha trattato decine di migliaia di pazienti cardio-oncologici. Molte metodiche oggi adottate a livello internazionale, come alcune tecniche di angioplastica, sono state sviluppate tra queste mura. Un’elemento distintivo recente è la presenza dell’AI Centre of Excellence, un’infrastruttura interna che ha l’obiettivo di trasformare l’intelligenza artificiale in uno strumento realmente utilizzabile dai professionisti. Fondato nel 2022, il centro (che non ha un vero e proprio spazio, ma è un cluster di iniziative e progetti) lavora allo sviluppo di modelli che supportano diagnosi, trattamenti e flussi clinici, con un’attenzione costante a privacy, sicurezza ed etica. La sua missione non è accumulare algoritmi, ma costruire soluzioni affidabili che funzionino davvero nella complessità quotidiana della clinica real world.

