Quando si tocca un classico dell’horror, soprattutto se ha alle spalle un finale rimasto nell’immaginario collettivo, la reazione del pubblico è quasi automatica: diffidenza, curiosità e una certa paura che qualcosa venga “rovinato”. È esattamente quello che sta succedendo intorno al nuovo adattamento di The Mist, il racconto di Stephen King che Mike Flanagan sta portando sullo schermo per Warner Bros. Un progetto che, già solo sulla carta, promette di far discutere: non perché voglia inseguire la nostalgia, ma perché sembra intenzionato a metterla in crisi.
A spaventare (e accendere) i fan sono state le parole dello stesso Flanagan, intervenuto su Bluesky per chiarire subito un punto: la sua versione non sarà un rifacimento del film del 2007 diretto da Frank Darabont. Il regista ha tagliato corto, spiegando che tra le due sceneggiature «le differenze iniziano da pagina 1» e che non si tratta di una semplice riproposizione. Nel suo messaggio, Flanagan ha anche sottolineato il clima da tifo tossico che spesso accompagna queste operazioni: «Ho imparato tempo fa a non provare mai a prevedere su cosa i fan discuteranno o non discuteranno (tutti devono rilassarsi, francamente; ho appena visto un’intera catena di persone schiumare dalla bocca per dei poster spazzatura fatti dai fan con IA per L’esorcista)… ma sì, questo non è una riproposizione». Poi ha aggiunto: «Amo il film di Darabont, e non ha alcun senso rifarlo. Ed è per questo che sto andando in una direzione diversa». Un modo molto diretto per dire: non aspettatevi la stessa storia, né lo stesso approccio.
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Per capire perché questa promessa stia agitando così tanto il pubblico, basta ricordare cosa rappresenti The Mist per gli appassionati. La storia – tratta dalla novella pubblicata da King nel 1980 – segue un gruppo di persone bloccate in un supermercato a Brighton, nel Maine, mentre fuori una nebbia innaturale avvolge la città. In quel bianco compatto si muovono creature mostruose, e la sopravvivenza diventa un braccio di ferro continuo tra il terrore che arriva dall’esterno e la paranoia che nasce all’interno, dove la comunità improvvisata si spacca e si radicalizza. Darabont, nel suo adattamento, era rimasto vicino al testo originale ma aveva cambiato il finale, rendendolo ancora più devastante: una scelta diventata leggendaria e apprezzata persino da King.
Ecco perché l’idea di “andare in un’altra direzione” basta da sola a far tremare i fan: toccare un equilibrio così delicato è un rischio enorme, ma anche l’unico modo per giustificare un ritorno. Al momento non è chiaro quanto Flanagan resterà fedele alla novella, né quali saranno le sue principali deviazioni, ma l’intenzione dichiarata è quella di evitare qualsiasi confronto frontale con il film del 2007.In attesa di dettagli concreti, il contesto dice comunque molto: Flanagan è immerso in un periodo densissimo, tra la serie di Carrie attesa su Prime Video e lo sviluppo dell’adattamento televisivo de La Torre Nera, oltre ad altri progetti fuori dall’universo King.
Per The Mist, dunque, potrebbe volerci tempo prima di sapere davvero che forma prenderà questa nuova nebbia. Ma una cosa è certa: se l’obiettivo è sorprendere, il regista ha già trovato il modo di far salire la tensione, anche senza mostrare un solo fotogramma.
Fonte: BlueSky
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