Elon Musk, dopo i licenziamenti dà consigli su come assumere…

Fa un certo effetto ricevere consigli sulle assunzioni dall’uomo che ha licenziato l’80% dei dipendenti di Twitter in poche settimane e che ha contribuito a smantellare interi dipartimenti del governo federale americano con il DOGE… Ma Elon Musk, durante un podcast con John Collison (cofondatore di Stripe) e Dwarkesh Patel, ha condiviso alcune riflessioni sul reclutamento che, al netto della fonte, hanno un fondo di verità che chiunque abbia mai dovuto assumere qualcuno riconoscerà immediatamente.

Elon Musk e i consigli (controversi) sulle assunzioni

Il punto è: non fidarsi dei curriculum. Non guardate il CV. Fidatevi della conversazione, ha detto Musk. Un CV può sembrare impressionante, e pensi “Wow, è fatto davvero bene”, ma se dopo 20 minuti di conversazione non sei convinto, fidati della conversazione, non del Curriculum.

Musk ha riconosciuto di essere caduto anche lui nella trappola più comune del reclutamento: pensare che assumere qualcuno da Google o Apple significhi automaticamente assumere qualcuno bravo. È un errore diffusissimo. Le aziende assumono nomi sul curriculum, “ex Google”, “ex McKinsey”, “ex Apple”, invece di valutare la persona davanti a loro.

Il marchio del datore di lavoro precedente diventa una garanzia di competenza che, nella realtà, non lo è affatto. Un’azienda da 180.000 dipendenti ha al suo interno persone eccezionali e persone mediocri, esattamente come qualsiasi altra azienda. Il logo sul CV non dice in quale categoria rientra il candidato.

Talento, motivazione e bontà d’animo, le qualità ricercate da Musk… come no

Musk ha anche elencato le qualità che reputa importanti: Persone talentuose, motivate e degne di fiducia. E penso che la bontà d’animo sia importante, l’ho sottovalutata in passato. Quindi: è una brava persona? Degna di fiducia? Intelligente, talentuosa e lavoratrice? Se sì, le conoscenze specifiche del settore si possono aggiungere dopo.

L’idea che le competenze tecniche si possano insegnare ma il carattere no, è tutt’altro che originale, è roba da manuale HR di primo livello. Ma sentirla da Musk, che ha fama di essere un capo brutalmente esigente e poco empatico, suona strana. Soprattutto quando chiude dicendo che: Se qualcuno è efficace, mi piace. Se non lo è, lo detesto. È molto semplice.

Non si smentisce mai. Bontà d’animo sì, ma il rendimento prima di tutto…

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