Google ha capito che far funzionare un assistente vocale per la casa è complicato. Soprattutto da quando hanno lanciato Gemini nell’app Home per sostituire il vecchio Google Assistant. La gente continua a ricevere risposte sconnesse e a combattere con i comandi ignorati. La soluzione? Permettere agli utenti di mandare foto e video insieme alle richieste testuali.
Nuova funzione di Google Home consente di inviare foto a Gemini per richieste più precise
Android Authority ha scovato questa novità nella versione 4.9.51.0 di Google Home. Appare un pulsante “+” a sinistra del campo di testo che consente di allegare immagini fresche di scatto o pescate dalla galleria. L’idea è dare contesto visivo alle domande, come analizzare un fotogramma della videocamera di sicurezza o mostrare l’oggetto che si vuole controllare senza dover descriverlo a parole.
Gemini è arrivato nell’ecosistema Google Home con grandi promesse: interazioni più naturali, risposte personalizzate. L’accesso anticipato è iniziato negli Stati Uniti e in Canada, ma il lancio è in espansione in altri mercati. Gli utenti però hanno segnalato comportamenti bizzarri: comandi ignorati, risposte che c’entrano niente, dispositivi smart che fanno di testa loro. Ma Google non si arrende. Invece di tornare sui propri passi e sistemare le fondamenta, aggiunge funzioni.
Le altre funzioni di Gemini su Google Home
Oltre alla possibilità di inviare le immagini, Google sta testando altri due pulsanti che trasformano Gemini in qualcosa che assomiglia sempre di più a ChatGPT travestito da assistente domestico:
- Pulsante “Redo”: se Gemini dà una risposta inutile, si può chiedere di rigenerarla.
- Pulsante “Reset Chat”: cancella tutta la cronologia della conversazione e ricomincia da zero.
Questi strumenti sono familiari sui chatbot moderni. ChatGPT li ha da sempre. Ma il fatto che servano in un assistente per la casa dice molto sulla difficoltà di far funzionare l’AI generativa in contesti dove serve precisione, non creatività.
Piccolo dettaglio: per ora l’invio di immagini è limitato e non scatena alcuna azione concreta. È possibile allegare la foto, Gemini la riceve, ma non ci fa granché. È ancora fase di test. Quindi tecnicamente la funzione esiste ma non è ancora utile. È chiaro però che Google sta provando a rendere Gemini più contestuale.
L’obiettivo finale è trasformare l’assistente vocale in qualcosa che non si limita a eseguire comandi preimpostati, ma che ragiona sul contesto, analizza le immagini, interpreta situazioni complesse. Del resto, l’integrazione di immagini e video nelle richieste agli assistenti domestici rappresenta il prossimo passo logico nell’evoluzione della domotica.


