Un classico di Stephen King sta per tornare con un remake (e il regista perfetto)

Un grande classico di Stephen King è pronto a tornare sul grande schermo. Warner Bros. ha infatti messo in cantiere un nuovo adattamento cinematografico di The Mist, affidandolo a quello che, per molti fan, è oggi il regista più adatto possibile: Mike Flanagan.

Flanagan non si limiterà alla regia, ma firmerà anche la sceneggiatura del film, producendo il progetto attraverso la sua Red Room Pictures insieme a Tyler Thompson. Alla produzione partecipano anche Gary Barber e Chris Stone per Spyglass, mentre Alexandra Magistro figura tra i produttori esecutivi. Al momento non sono stati diffusi dettagli su cast e data di uscita, ma l’annuncio segna un nuovo capitolo di un sodalizio creativo che, negli ultimi anni, ha dato ottimi risultati.

Pubblicato nel 1980 all’interno della raccolta Skeleton Crew, The Mist racconta la storia di una tranquilla cittadina del Maine improvvisamente avvolta da una fitta nebbia, al cui interno si nascondono creature mostruose. Un gruppo di sopravvissuti si rifugia in un supermercato, ma ben presto il vero orrore non è più solo quello che si aggira all’esterno: il crollo dell’ordine sociale, il fanatismo religioso e la nascita di una mentalità da branco trasformano gli esseri umani in una minaccia altrettanto letale.

Non è la prima volta che The Mist arriva sullo schermo. Nel 2007 Frank Darabont ne firmò un adattamento cinematografico diventato cult, celebre soprattutto per il suo finale durissimo e divisivo. Nel 2017, invece, la storia è stata rielaborata in una serie TV cancellata dopo una sola stagione. Proprio per questo, l’idea di tornare ancora una volta su questo materiale potrebbe sembrare rischiosa — se non fosse per il nome coinvolto.

Negli anni, Flanagan si è affermato come uno dei più attenti e rispettosi interpreti dell’opera di King. Ha già diretto Gerald’s Game, Doctor Sleep e The Life of Chuck, dimostrando una particolare sensibilità nel raccontare l’orrore non come semplice spettacolo, ma come strumento per esplorare trauma, colpa, fede e fragilità emotiva. Temi che in The Mist non sono mai stati semplici sottotesti, ma il cuore stesso della narrazione.

È proprio questo che rende Flanagan una scelta così naturale. Più che reinventare la storia, il regista potrebbe scavare ancora più a fondo nelle sue implicazioni morali, mettendo al centro il collasso della comunità e il modo in cui la paura può trasformarsi rapidamente in violenza ideologica. In altre parole, The Mist sembra parlare direttamente alle ossessioni narrative che Flanagan ha già esplorato con successo nei suoi lavori precedenti.

Resta ora da capire quale direzione prenderà questo nuovo adattamento e se deciderà di confrontarsi apertamente con l’eredità del film di Darabont o di seguire una strada completamente diversa. In ogni caso, una cosa è certa: tra i tanti remake possibili dell’universo di Stephen King, questo è uno dei pochi che sembrano nascere con una reale motivazione artistica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Visite totale 1 , 1 visite oggi
Scorri verso l'alto