LibreOffice cresce: record di download e donazioni

C’è un post interessante appena condiviso sulle pagine del blog ufficiale di LibreOffice. È quello che rende noti alcuni dati rilevanti in merito alla suite. Si tratta di una novità per The Document Foundation, destinata però a diventare un’abitudine: ogni tre mesi (più precisamente a gennaio, ad aprile, a luglio e a ottobre) pubblicherà una panoramica aggiornata sui risultati raggiunti dal progetto.

I numeri di LibreOffice, tra donazioni e download

Le 20 slide si aprono con i numeri relativi al contributo della community: 256 sviluppatori coinvolti, oltre 10.000 nuovi commit per il codice sorgente e l’impegno profuso per la traduzione dei software in 120 lingue. C’è un cenno anche alle donazioni, in forte crescita nel corso del 2025 rispetto al biennio precedente.

Le donazioni a The Document Foundation per LibreOffice

In un anno, le visite registrate alla pagina di aggiornamento del sito ufficiale hanno superato i 581 milioni, con oltre 35 milioni di download. È il numero più elevato di sempre. Il grafico qui sotto restituisce una fotografia dell’andamento nell’ultimo triennio.

I download di LibreOffice nel tempo

La più recente versione 25.8.4 è disponibile sulle pagine del sito ufficialeper computer con sistema operativo Windows, macOS e Linux.

Ricordiamo che il progetto LibreOffice è gestito da The Document Foundation. La suite è composta da software libero per la produttività ed è nata tra il 2010 e il 2011 come fork di OpenOffice, in risposta all’acquisto di Sun Microsystems da parte di Oracle. Include i programmi Writer per l’elaborazione dei documenti di testo, Calc per i fogli elettronici, Impress per le presentazioni multimediali, Base per i database, Draw per la grafica vettoriale e Math per le formule matematiche.

Nell’estate scorsa è stata al centro di una vicenda legata a una pratica attuata da Microsoft per ostacolare la sua adozione. Di lì a poco, la fondazione ha ribadito un concetto ritenuto importante per sicurezza e interoperabilità: l’abbandono dei formati proprietari in favore di uno standard aperto come ODF (Open Document Format).

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