Thinking machines lab, due cofondatori della startup di Mira Murati tornano a OpenAI

Due cofondatori di Thinking machines lab, Barret Zoph e Luke Metz, hanno lasciato il laboratorio di intelligenza artificiale per tornare a OpenAI. A comunicarlo al personale del produttore di ChatGPT è stata la responsabile delle applicazioni, Fidji Simo, mercoledì 14 gennaio.

Due addii importanti per Thinking machines lab

Sulle possibili cause degli addii stanno già circolando versioni diverse. La notizia è stata riportata per la prima volta su X dalla giornalista esperta di tecnologia Kylie Robison, secondo cui Zoph è stato licenziato per “condotta non etica“.

Una fonte vicina a Thinking machines lab ha affermato che Zoph ha condiviso informazioni interne riservate con concorrenti dell’azienda. Wired non è stata in grado di verificare la ricostruzione con Zoph, che non ha risposto in tempo utile a una richiesta di commento.

Secondo la comunicazione diramata da Simo, lunedì Zoph ha comunicato all’amministratrice delegata di Thinking machines lab, Mira Murati, che stava valutando di andarsene ed è stato licenziato due giorni dopo. Simo ha aggiunto che OpenAI non condivide le preoccupazioni di Murati sul conto dell’uomo.

Lo sviluppo rappresenta una vittoria importante per OpenAI, che ha recentemente perso il suo vicepresidente per la ricerca, Jerry Tworek. L’azienda ha peraltro annunciato che aggiungerà alle sue fila anche un terzo dipendente di Thinking machines, Sam Schoenholz.

Le ultime partenze sono invece un duro colpo per Thinking machines lab, che a novembre aveva già perso un altro dei suoi cofondatori, Andrew Tulloch, passato a Meta. In un post su X, Murati ha confermato la partenza di Zoph dichiarando che sarà sostituito nel ruolo di direttore tecnico da Soumith Chintala.

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