Il mercato dei PC sta vivendo una crisi che ha dell’assurdo, non ci sono abbastanza memorie DRAM per tutti. Non perché la tecnologia per produrle sia sparita, non perché ci sia stata una catastrofe naturale che ha distrutto le fabbriche. No, il problema è che i produttori di memorie hanno trovato clienti migliori disposti a pagare di più. Chi? Le aziende che costruiscono data center per l’intelligenza artificiale, quelle che hanno bisogno di montagne di RAM per far girare i modelli linguistici.
Carenza DRAM fino al 2027: ASUS e Dell alzano i prezzi
E così, mentre i server AI si riempiono di DRAM a profusione, i comuni mortali che vogliono comprare un laptop si ritrovano con forniture limitate e prezzi che salgono. ASUS ha appena confermato che dal 5 gennaio 2026 alcuni dei suoi prodotti costeranno di più, ma non ha specificato quanto di più o quali prodotti, ma di sicuro i laptop di fascia alta e da gaming saranno tra i primi a subire il rincaro.
Secondo fonti del settore, ASUS ha inviato un avviso ufficiale confermando gli aumenti di prezzo. L’azienda ha spiegato che la crescente domanda legata all’intelligenza artificiale ha messo sotto pressione le forniture di DRAM e storage.
Il Co-CEO di ASUS, Samson Hu, non è particolarmente ottimista. Ha dichiarato al Commercial Times che non si aspetta un miglioramento prima della prima metà del 2026. Quindi, chi stava pensando di comprare un nuovo PC nei prossimi mesi, deve prepararsi a sborsare qualche centinaio di euro in più. O aspettare l’estate, sperando che le cose migliorino.
Dell ha già aperto le danze
ASUS non è nemmeno la prima a muoversi in questa direzione. Dell ha annunciato questo mese che l’intera gamma di laptop aziendali vedrà aumenti compresi tra il 10 e il 30 percento. Non sono proprio spiccioli. Un laptop aziendale che costava 1.500 euro potrebbe facilmente arrivare a 1.950 euro con un aumento del 30%. E non è che Dell stia aggiungendo funzionalità in più o hardware migliore, semplicemente, i componenti costano di più e qualcuno deve pagare.
Tutto questo è una una conseguenza diretta di scelte consapevoli. I produttori di DRAM hanno deciso di allocare la maggior parte della loro capacità produttiva ai clienti dell’intelligenza artificiale perché lì i margini sono migliori. I data center comprano enormi quantità, pagano bene e non fanno storie. I consumatori finali, invece, si lamentano, negoziano, aspettano le offerte.
La carenza che potrebbe durare fino al 2027
L’International Data Corporation (IDC) ha pubblicato un rapporto piuttosto sconfortante. La carenza di RAM potrebbe persistere fino al 2027, influenzando pesantemente le spedizioni di PC nel 2026. IDC prevede che le spedizioni di computer potrebbero calare fino all’8,9% l’anno prossimo.
TrendForce, un’altra società di analisi, ha fatto previsioni ancora più cupe: se la carenza non si risolve entro il secondo trimestre del 2026, l’offerta potrebbe diminuire fino al 10,1%. In pratica, uno su dieci computer che dovrebbero essere venduti non verrà prodotto. E chi riesce a comprare uno dei PC disponibili pagherà un sovrapprezzo consistente per il privilegio.
Il problema di fondo è che i produttori di DRAM non hanno interesse a risolvere questa situazione. Perché dovrebbero? Le aziende AI pagano bene, ordinano volumi enormi e non si lamentano mai dei prezzi. Sono il sogno di qualsiasi venditore: comprano tanto, pagano in fretta, tornano sempre.
Ridurre le forniture a questi clienti per dare più RAM ai produttori di laptop consumer sarebbe una mossa economicamente stupida. Significa rinunciare a margini alti per accontentare un mercato che ha margini più bassi, clienti più esigenti e volumi frammentati. Nessun CEO approverebbe mai una strategia del genere.
Quindi la carenza continuerà finché uno di questi scenari non si verificherà: i produttori espandono la capacità produttiva (cosa che richiede anni e investimenti miliardari), la domanda AI si raffredda (improbabile nel breve termine), o i consumatori smettono di comprare PC (probabile se i prezzi continuano a salire). E quale delle tre sembra più realistica?…

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