Anche se amate Batman probabilmente non avete mai visto il suo miglior film

Nel corso dei decenni, Batmanha avuto una quantità impressionante di incarnazioni cinematografiche, tra live action diventati iconici e produzioni animate spesso sorprendenti. I titoli più celebri, da Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan alle varie reinterpretazioni del personaggio, hanno monopolizzato l’immaginario collettivo. Eppure, nascosto lontano dai riflettori del grande schermo, esiste un film che molti considerano la rappresentazione più completa, intensa e umana del mito di Batman. Un’opera che, pur essendo uscita nel 2010 come direct-to-video animato, è riuscita dove altri non sono arrivati.

Parliamo di Batman: Under the Red Hood, che è diventato nel tempo un piccolo cult e non per caso. Il film riesce nell’impresa di condensare l’essenza del personaggio in una storia che unisce tensione, azione, emozione e un’inedita profondità morale. L’azione è il primo elemento che colpisce: senza poteri, Batman è sempre stato costretto a cavarsela con abilità, intelletto e una volontà inflessibile. Qui il confronto con Cappuccio Rosso, figura capace di anticiparne ogni mossa, porta questo aspetto all’estremo, mostrando un eroe costretto a superare i propri limiti davanti a un avversario che conosce tutto di lui.Ma il cuore del film è un altro: il fallimento. Under the Red Hood nasce da uno dei momenti più traumatici della storia del personaggio, la morte di Jason Todd, e riesce a raccontarlo non come un semplice colpo di scena, ma come una ferita aperta che definisce Batman in modo nuovo. Perdere Robin non significa solo non aver salvato una vita: significa perdere un figlio, un partner, un simbolo della missione stessa. Ed è in questa vulnerabilità che il film trova la sua forza, mostrando un uomo costretto a guardare negli occhi ciò che non è riuscito a evitare.

A rendere tutto ancora più incisivo è la qualità delle interpretazioni vocali. Bruce Greenwood restituisce un Batman autorevole ma profondamente segnato, mentre Jensen Ackles costruisce un Cappuccio Rosso indimenticabile, vibrante di dolore e furia trattenuta. Anche il Joker di John DiMaggio sorprende, diverso dalle interpretazioni più note ma altrettanto disturbante ed efficace.Il film si distingue anche per l’intelligenza del suo impianto narrativo: worldbuilding essenziale ma preciso, capacità di introdurre personaggi complessi con pochi tratti mirati, ritmo narrativo serrato senza sacrificare la chiarezza. E soprattutto un dilemma morale che, nel climax, mette Batman di fronte a una scelta impossibile, trasformando un classico esperimento etico in un momento di cinema sorprendentemente maturo.

È però il tema dell’eroismo a rendere Under the Red Hood un’opera davvero unica. La regola del non uccidere — spesso banalizzata o messa in discussione — qui trova la sua espressione più chiara e potente. «Se lo faccio, se mi permetto di scendere in quel luogo… non tornerò mai più indietro», dice Batman, racchiudendo in una frase il senso più profondo della sua missione. Non è solo giustizia: è la convinzione che ogni persona, anche la più perduta, possa essere salvata.

In un panorama narrativo sempre più affollato di antieroi e mondi cinici, Batman: Under the Red Hood resta una delle opere più limpide e coraggiose dedicate al Cavaliere Oscuro. Ed è possibile che, anche se amate Batman, non lo abbiate ancora visto nella sua forma migliore. Per fortuna, potete recuperarlo in streaming su Prime Video.

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