22 Settembre 2026 0:10
VISIONEDIGITALE / STORIE21.09.2026

La Grecia offre fino a 10.000 euro per trasferirsi nelle aree remote: cosa cambia per freelance e lavoratori da remoto

La Grecia offre fino a 10.000 euro
La Grecia offre fino a 10.000 euro

La Grecia sta ampliando il proprio programma di incentivi destinato a chi decide di trasferirsi stabilmente nelle aree più remote e colpite dallo spopolamento del Paese.

Il contributo può arrivare fino a 10.000 euro per nucleo familiare e, con le modifiche introdotte nel 2026, il programma diventa particolarmente interessante anche per chi lavora a distanza.

La novità più importante è infatti l’eliminazione dell’obbligo di avere un’occupazione nel territorio in cui ci si trasferisce.

Questo significa che, almeno in linea generale, anche lavoratori da remoto e freelance possono rientrare nel programma se rispettano tutti gli altri requisiti previsti.

Ma attenzione: la situazione è più complessa di quanto suggeriscano alcuni titoli circolati online.

Un bonus da 10.000 euro per trasferirsi nelle aree meno popolate

Il programma rientra nelle politiche adottate dal governo greco per contrastare il declino demografico di diverse aree rurali, montane e di confine.

Dopo una prima fase concentrata soprattutto nella regione dell’Evros, il piano è stato progressivamente esteso ad altre zone del Paese.

Nel settembre 2026 il governo greco ha annunciato una nuova fase del programma, con una piattaforma per le domande prevista nel mese di ottobre.

L’incentivo può arrivare fino a 10.000 euro per famiglia.

La normativa prevede che la somma venga generalmente suddivisa in due tranche da 5.000 euro.

La prima viene corrisposta dopo l’approvazione della domanda, mentre la seconda è legata al mantenimento della residenza nel nuovo Comune per almeno un anno.

La vera novità: non serve più lavorare nel Comune di destinazione

Fino a poco tempo fa uno degli aspetti più limitanti del programma era la necessità di dimostrare un legame lavorativo con il territorio di destinazione.

Questo requisito è stato eliminato.

Ed è proprio qui che il programma diventa interessante per il mondo del lavoro digitale.

Un programmatore che lavora per un’azienda con sede ad Atene potrebbe, per esempio, trasferirsi in una zona rurale senza cambiare datore di lavoro.

Lo stesso vale per un consulente, un grafico, un marketer o un professionista che lavora con clienti distribuiti in diverse città o Paesi.

L’obiettivo è evidente: permettere alle persone di trasferirsi nei piccoli centri senza costringerle a trovare necessariamente un lavoro sul posto.

Anche freelance e lavoratori da remoto possono partecipare?

Potenzialmente sì.

La rimozione dell’obbligo di occupazione locale elimina infatti uno degli ostacoli principali per chi lavora online.

Tra i profili che potrebbero beneficiare del programma troviamo, per esempio:

  • sviluppatori software;
  • consulenti;
  • designer;
  • professionisti del marketing;
  • giornalisti e content creator;
  • lavoratori IT;
  • liberi professionisti;
  • dipendenti in smart working.

La documentazione istituzionale relativa all’espansione del programma cita espressamente anche i telelavoratori tra le categorie interessate.

Il punto fondamentale, però, riguarda la cittadinanza.

Il bonus non è automaticamente aperto a tutti i digital nomad stranieri

Qui bisogna fare attenzione.

Diversi articoli internazionali hanno sintetizzato la notizia con titoli del tipo:

“La Grecia ti paga 10.000 euro per trasferirti.”

Tecnicamente non è così semplice.

Le regole attualmente disponibili continuano a identificare tra i beneficiari principalmente cittadini greci maggiorenni che trasferiscono la propria residenza nelle aree interessate.

Le modifiche più recenti permettono inoltre di includere cittadini greci che si trovavano precedentemente in altri Paesi dell’Unione Europea.

Il programma sembra quindi essere rivolto soprattutto anche al cosiddetto rientro dei greci residenti all’estero.

Per esempio, un cittadino greco che vive in Germania o in Italia e lavora da remoto potrebbe trasferirsi in una delle aree previste mantenendo il proprio lavoro.

Diverso è il caso di un cittadino italiano, tedesco o statunitense senza cittadinanza greca.

Al momento non è corretto affermare che qualsiasi lavoratore straniero possa trasferirsi in Grecia e ricevere automaticamente i 10.000 euro.

I requisiti definitivi saranno comunque ancora più chiari con l’apertura della nuova piattaforma prevista per ottobre.

Digital Nomad Visa e bonus da 10.000 euro sono due cose diverse

La Grecia dispone già di un programma specifico rivolto ai lavoratori da remoto stranieri.

Si tratta del Digital Nomad Visa, pensato soprattutto per cittadini extra UE che lavorano online per aziende o clienti con sede fuori dalla Grecia.

Per accedere al visto è necessario rispettare determinati requisiti economici, tra cui una soglia minima di reddito mensile.

Il Digital Nomad Visa consente quindi di vivere legalmente in Grecia continuando a lavorare da remoto.

Ma non bisogna confondere i due programmi.

Essere titolari di un Digital Nomad Visa non significa automaticamente avere diritto al bonus da 10.000 euro.

Sono due misure distinte, nate con obiettivi differenti.

Anche il fisco greco punta sui nuovi residenti

La Grecia negli ultimi anni ha introdotto anche importanti agevolazioni fiscali per alcune categorie di nuovi residenti.

In determinate condizioni, chi trasferisce la propria residenza fiscale in Grecia può ottenere una riduzione del 50% dell’imponibile relativo a determinati redditi da lavoro dipendente o attività professionale.

L’agevolazione può durare diversi anni, ma richiede il rispetto di condizioni precise relative alla precedente residenza fiscale e al trasferimento effettivo nel Paese.

Per freelance e professionisti interessati a un trasferimento stabile, quindi, il vero vantaggio potrebbe non essere soltanto il contributo iniziale.

In alcuni casi può diventare rilevante anche il trattamento fiscale.

Quali territori sono coinvolti

Il programma è nato inizialmente in alcune aree della regione dell’Evros, tra cui i territori di:

  • Soufli;
  • Didymoteicho;
  • Orestiada.

Successivamente il governo ha annunciato l’estensione ad altre aree della Grecia settentrionale e nord-occidentale.

Tra le regioni coinvolte figurano territori appartenenti a:

  • Kastoria;
  • Florina;
  • Kilkis;
  • Serres;
  • Pella;
  • Drama;
  • Ioannina;
  • Thesprotia.

Si tratta in gran parte di aree molto lontane dall’immagine classica della Grecia associata a Santorini, Mykonos o Atene.

Sono territori montani, rurali o di confine in cui negli ultimi decenni la popolazione è progressivamente diminuita.

Il caso particolare di Kastellorizo

Un altro progetto interessante riguarda Kastellorizo, una delle isole greche più remote.

Il governo ha annunciato per l’isola un incentivo differente: fino a 5.000 euro all’anno per nucleo familiare, con ulteriori somme per i figli minorenni.

Si tratta di un programma separato rispetto al bonus una tantum da 10.000 euro.

Nel caso di Kastellorizo l’obiettivo è incentivare non soltanto il trasferimento, ma la permanenza stabile sull’isola.

Per chi lavora completamente da remoto può sembrare una soluzione ideale.

Nella realtà, però, entrano in gioco diversi fattori: collegamenti, disponibilità di abitazioni, servizi sanitari, trasporti e soprattutto qualità della connessione Internet.

10.000 euro non bastano per risolvere lo spopolamento

Il programma greco è interessante, ma bisogna evitare una lettura troppo semplice.

Il problema dello spopolamento non si risolve soltanto con un contributo economico.

Per convincere una famiglia a trasferirsi stabilmente servono anche:

  • scuole;
  • assistenza sanitaria;
  • trasporti;
  • infrastrutture digitali;
  • abitazioni disponibili;
  • servizi essenziali.

Il governo greco ha riconosciuto apertamente questo aspetto.

Il contributo economico serve quindi soprattutto a ridurre il costo iniziale del trasferimento.

Il successo del programma dipenderà invece dalla capacità delle comunità locali di offrire condizioni di vita realmente sostenibili.

Il lavoro da remoto può cambiare la geografia del lavoro

L’aspetto più interessante della strategia greca va oltre il semplice bonus economico.

Per decenni il lavoro ha spinto le persone dalle zone rurali verso le grandi città.

Lo smart working potrebbe modificare parzialmente questa dinamica.

Un ingegnere informatico non deve necessariamente vivere ad Atene.

Un consulente che lavora con clienti europei non deve per forza vivere a Milano, Berlino o Amsterdam.

Un designer può teoricamente lavorare da un piccolo Comune della Grecia settentrionale esattamente come da una grande città.

Ed è proprio questa la scommessa del governo greco.

Utilizzare il lavoro da remoto non soltanto come strumento di flessibilità, ma anche come politica di ripopolamento dei territori.

Il bonus da 10.000 euro non renderà automaticamente appetibili tutte le aree remote del Paese.

Ma potrebbe rappresentare un esperimento interessante su come smart working, incentivi economici e politiche demografiche possano iniziare a muoversi nella stessa direzione.

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