Lioness 3×08, recensione e finale spiegato: chi ha davvero organizzato il rapimento di Joe?

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler completi sul finale della terza stagione di Lioness.
La terza stagione di Lioness arriva alla resa dei conti. L’episodio 3×08, intitolato “The Unraveling”, chiude una stagione costruita quasi interamente attorno al rapimento di Joe McNamara e alla domanda che ha accompagnato gli spettatori per settimane: chi c’era realmente dietro l’operazione?
Taylor Sheridan sceglie però di non trasformare il finale in un’unica gigantesca sequenza d’azione. Al contrario, gran parte dell’episodio è dedicata alle conseguenze politiche e personali di ciò che è accaduto a Joe, prima di arrivare a un’ultima rivelazione che riporta Lioness direttamente alle origini della serie.
E proprio quel colpo di scena finale sta già dividendo pubblico e critica.
Lioness 3×08: la caccia continua dopo il salvataggio di Joe
Il salvataggio visto nell’episodio precedente non ha messo fine alla storia.
Joe è tornata nelle mani della CIA, ma non considera conclusa la missione. Vuole sapere chi abbia finanziato e organizzato il suo rapimento e, soprattutto, come sia stato possibile costruire un’operazione tanto complessa sul territorio americano.
L’indagine porta inizialmente verso Dimitri Sokolov, un lobbista legato al settore energetico e sospettato di lavorare come intermediario tra diversi interessi internazionali.
Kyle viene incaricato di seguirlo.
Contemporaneamente continua a pesare il sospetto attorno a Oleksandra, la cui posizione era diventata sempre più delicata negli episodi precedenti. Quando alcuni agenti si presentano nella sua abitazione per trasferirla, Oleksandra tenta di fuggire.
Poco dopo viene trovata morta.
Ma Joe arriva progressivamente a una conclusione importante: l’Ucraina potrebbe non essere affatto responsabile del suo rapimento, nonostante gran parte degli indizi sembrassero puntare in quella direzione.
Il gioco delle false piste costruito durante la stagione comincia così finalmente a sgretolarsi.
Sokolov, Renat e la decisione sbagliata di Joe
Il momento più spettacolare della puntata arriva quando Kyle segue Sokolov fino a un locale.
L’uomo incontra qualcuno che Joe riconosce immediatamente: Renat, uno degli uomini coinvolti nel suo rapimento.
A quel punto Joe prende una decisione impulsiva.
Invece di continuare la sorveglianza e scoprire dove possa portare la rete, ordina alla squadra di intervenire.
La situazione precipita rapidamente.
Renat comprende di essere stato scoperto, Sokolov viene eliminato e nel locale esplode uno scontro a fuoco che coinvolge anche persone estranee all’operazione. Randy e Tex vengono colpiti e l’intervento genera conseguenze estremamente pesanti.
È probabilmente uno dei passaggi più importanti dell’intero episodio perché mostra una Joe diversa.
Per la prima volta il trauma subito non è soltanto qualcosa che vediamo sul suo corpo o nelle sue relazioni familiari: influenza direttamente il suo giudizio operativo.
Joe vuole vendicarsi.
E quella necessità di ottenere immediatamente una risposta finisce per trasformarsi in un errore tattico.
Ready Steady Cut individua proprio in questo uno dei temi centrali del finale: la donna che per tre stagioni ha costruito la propria identità attorno alla capacità di prendere decisioni impossibili comincia a rendersi conto di non essere più impermeabile alle conseguenze delle sue missioni.
La verità sul rapimento di Joe
L’indagine porta quindi a un elemento decisivo.
Il rapimento di Joe non sarebbe stato semplicemente un’operazione ordinata direttamente da Russia, Iran o Ucraina.
Il suo nome era stato sostanzialmente messo sul mercato.
Renat aveva contribuito a organizzare l’operazione attraverso una rete di intermediari e contractor, con il coinvolgimento della Kata’ib Sayyid al-Shuhada (KSS), milizia sciita irachena sostenuta dall’Iran.
Questo spiega perché per buona parte della stagione la CIA non riuscisse a individuare chiaramente lo Stato responsabile.
La struttura era volutamente frammentata.
Diversi soggetti potevano partecipare all’operazione senza necessariamente conoscere chi si trovasse al vertice della catena.
Rimane quindi una domanda.
Chi ha pagato per catturare Joe?
Joe torna finalmente a casa, ma non c’è più nessuno
Prima della risposta arriva probabilmente la scena più dolorosa dell’episodio.
Joe torna a casa.
Quella casa che aveva rifiutato di raggiungere immediatamente dopo essere stata liberata, perché convinta di dover terminare prima la missione.
Questa volta entra.
Ma trova un cartello “For Sale”.
La casa è vuota.
Neal e le figlie se ne sono andati.
È il punto di arrivo di un conflitto che Lioness racconta praticamente dalla prima stagione. Joe ha sempre sostenuto di affrontare quell’inferno proprio per proteggere la propria famiglia, ma progressivamente il lavoro ha finito per trasformare quella famiglia in un altro obiettivo.
Il paradosso diventa definitivo.
Joe è sopravvissuta.
Ha sconfitto i suoi rapitori.
È tornata a casa.
Ma nel frattempo ha perso ciò che cercava di proteggere.
Zoe Saldaña rende questa parte del finale molto più efficace di qualsiasi sparatoria: non serve un lungo dialogo per spiegare cosa sia successo. Bastano le stanze vuote.
Ed è probabilmente qui che “The Unraveling” trova il significato più interessante del proprio titolo.
A sgretolarsi non è soltanto la cospirazione.
È la vita di Joe McNamara.
Il finale di Lioness 3×08: Aaliyah è tornata
Poi arriva l’ultima scena.
Ed è qui che Lioness riapre improvvisamente una storia che sembrava essersi conclusa due stagioni fa.
La persona dietro l’operazione è Aaliyah Amrohi.
Sì, proprio Aaliyah.
La donna interpretata da Stephanie Nur che nella prima stagione aveva sviluppato un rapporto profondissimo con Cruz Manuelos prima che la missione Lioness portasse alla morte di suo padre e distruggesse completamente la sua vita.
Aaliyah non è quindi una semplice comparsa nostalgica.
È diventata il vero collegamento tra la prima e la terza stagione.
La sua motivazione appare almeno inizialmente molto più personale che geopolitica: vendetta.
E soprattutto il piano non sembra essere terminato.
Aaliyah vuole che Joe venga catturata nuovamente e portata fuori dagli Stati Uniti. Joe potrebbe essere soltanto l’esca attraverso cui attirare allo scoperto l’intera struttura Lioness.
E quindi anche Cruz.
Perché il ritorno di Aaliyah è così importante
Il collegamento con Cruz potrebbe diventare l’elemento più interessante di un’eventuale quarta stagione.
La prima stagione aveva infatti lasciato irrisolto uno dei conflitti emotivi più forti della serie.
Cruz aveva completato la missione eliminando il padre di Aaliyah, ma aveva contemporaneamente distrutto l’unica relazione nella quale sembrava essersi realmente lasciata andare.
Ora le due storyline potrebbero convergere nuovamente.
Aaliyah vuole colpire l’organizzazione responsabile della distruzione della propria famiglia.
Joe guida quella organizzazione.
Ma Cruz è contemporaneamente una delle persone che Aaliyah potrebbe odiare maggiormente e quella per cui aveva provato i sentimenti più profondi.
Sheridan ha quindi costruito un possibile conflitto molto più personale di una semplice guerra tra CIA e organizzazioni straniere.
Il problema del finale: sorpresa o scelta troppo prevedibile?
Ed è proprio qui che iniziano le divisioni.
Ready Steady Cut ha assegnato all’episodio 3,5 stelle su 5, apprezzando il tono più adulto e politico della puntata, pur giudicando la soluzione finale meno complessa di quanto lasciasse immaginare l’intera stagione.
DMTalkies è stato decisamente più severo, arrivando a descrivere il finale come talmente debole da compromettere retroattivamente la stagione.
Anche le prime reazioni degli spettatori sono molto contrastanti.
Una parte del pubblico considera Aaliyah la conclusione logica di un arco narrativo iniziato nella prima stagione. Altri ritengono invece che fosse una soluzione troppo evidente e che la lunga costruzione attorno a Russia, Ucraina, Iran e possibili infiltrati lasciasse immaginare una cospirazione molto più articolata.
Ed è una critica difficile da ignorare.
Per sette episodi Lioness suggerisce che dietro il rapimento possa esserci un’operazione capace di modificare gli equilibri geopolitici internazionali.
Alla fine scopriamo che, dietro tutta quella macchina, c’è soprattutto una vendetta personale.
Funziona emotivamente.
Un po’ meno sul piano della complessità narrativa.
La nostra recensione di Lioness 3×08
“The Unraveling” non è il miglior episodio d’azione della stagione e probabilmente non è nemmeno il finale esplosivo che molti spettatori si aspettavano.
Ma possiede un pregio importante: fa pagare ai personaggi le conseguenze delle loro azioni.
Joe non torna magicamente alla normalità dopo essere stata salvata.
La sua famiglia non dimentica semplicemente anni di assenze e pericoli.
Le decisioni prese durante una missione hanno conseguenze.
E persino una missione conclusa due stagioni prima può generare un nemico destinato a ritornare.
Il problema è che il reveal di Aaliyah rischia di sembrare contemporaneamente intelligente e troppo facile.
Intelligente perché collega finalmente le stagioni e riporta Cruz al centro della storia.
Facile perché trasforma una gigantesca rete di intrighi internazionali in una lunga catena di intermediari finanziata, alla fine, da un personaggio che molti fan avevano già indicato tra i possibili responsabili.
Il vero successo del finale non è quindi scoprire chi abbia rapito Joe.
È mostrarci quanto Joe abbia perso mentre cercava di scoprirlo.
Lioness 4: cosa prepara il finale?
Al momento Paramount+ non ha ancora annunciato ufficialmente la quarta stagione di Lioness. Le pagine stampa ufficiali continuano a indicare “The Unraveling” come finale della terza stagione senza un annuncio formale sul rinnovo.
Narrativamente, però, il finale lascia chiaramente aperta la porta.
Aaliyah è viva.
Vuole Joe.
Il suo vero rapporto con la rete che ha organizzato il rapimento deve ancora essere approfondito.
Joe ha perso la famiglia e potrebbe quindi immergersi ancora di più nel lavoro.
E soprattutto rimane da scoprire cosa accadrà quando Cruz scoprirà chi si trova dall’altra parte della nuova guerra.
È probabilmente questa la domanda più interessante lasciata dalla terza stagione.
Non se Aaliyah e Joe finiranno per affrontarsi.
Ma cosa farà Cruz quando sarà costretta a scegliere nuovamente tra la missione e Aaliyah.
Dopo tre stagioni, Lioness potrebbe aver appena riportato in scena il conflitto con cui tutto era iniziato.

