19 Settembre 2026 12:03
VISIONEDIGITALE / STORIE18.09.2026

MobLand 2, recensione episodio 1: gli Harrigan sono tornati, ma la famiglia sta implodendo

MobLand 2 episodio 1

MobLand è tornata. La seconda stagione della serie crime con Tom Hardy, Pierce Brosnan e Helen Mirren ha debuttato il 18 settembre 2026 su Paramount+ con il primo episodio, “I Wanna Be Your Dog”, una premiere di 48 minuti che riparte praticamente dalle macerie lasciate dal finale della prima stagione.

E se qualcuno si aspettava qualche minuto di relativa tranquillità per rimettere insieme i pezzi, può dimenticarselo.

Gli Harrigan sono più divisi che mai, Harry Da Souza continua a essere l’uomo incaricato di riparare disastri provocati dagli altri e, mentre Conrad e Kevin sembrano avvicinarsi rapidamente a una guerra interna, qualcuno dall’esterno ha iniziato a capire che questo potrebbe essere il momento perfetto per abbattere definitivamente la famiglia.

La sensazione, dopo questo primo episodio, è che MobLand abbia deciso di ampliare parecchio il proprio campo di battaglia.

Attenzione: da questo punto l’articolo contiene spoiler importanti su MobLand 2×01.

Una famiglia criminale sull’orlo della guerra civile

L’apertura è perfettamente in linea con ciò che la serie ci aveva abituato a vedere.

Conrad e Maeve Harrigan sono nuovamente liberi e stanno già facendo affari. Hanno organizzato un’importante operazione di droga con il criminale turco Gakbu, ma alla riunione si presenta suo fratello Luca.

Il vero problema emerge pochi istanti dopo: Gakbu ha iniziato contemporaneamente a trattare anche con Kevin Harrigan.

Conrad reagisce esattamente come ci si aspetterebbe da Conrad.

Male.

Molto male.

La situazione al cinodromo degenera in una sparatoria nella quale Conrad, Maeve, Paul e il giovane Fergus eliminano Luca e diversi uomini della sua organizzazione. Ed ecco ricrearsi immediatamente la dinamica fondamentale di MobLand: gli Harrigan creano un problema e Harry Da Souza deve trovare il modo di cancellarlo.

È una partenza estremamente efficace perché non ha bisogno di reinventare la serie.

MobLand sa ormai perfettamente quale sia il proprio punto di forza: mettere Harry al centro di un sistema nel quale tutti sembrano prendere decisioni impulsive mentre lui è praticamente l’unico a vedere il quadro completo.

Tom Hardy continua a essere il vero centro di MobLand

Anche nella seconda stagione il personaggio più interessante rimane Harry.

Tom Hardy interpreta ancora una volta un uomo che sembra costantemente controllato, ma che vive circondato dal caos.

E stavolta il caos non riguarda soltanto gli Harrigan.

La sua famiglia personale sta andando in pezzi.

Dopo l’accoltellamento accidentale del finale della prima stagione, Harry e Jan stanno frequentando un consulente matrimoniale. Gina, nel frattempo, è scappata di casa lasciando un messaggio tutt’altro che rassicurante sul rapporto con i propri genitori.

Poi arriva una delle svolte più significative della puntata: Jan decide di divorziare da Harry.

Ed è probabilmente qui che il primo episodio trova una delle sue idee migliori.

Durante la prima stagione Harry sembrava quasi invulnerabile perché era in grado di aggiustare qualsiasi situazione professionale. Nella seconda, invece, la serie sembra voler costruire un interessante paradosso:

Harry può salvare un impero criminale, ma non riesce a salvare la propria famiglia.

È un conflitto molto più interessante di qualsiasi nuova sparatoria.

Conrad contro Kevin: il vero pericolo viene dall’interno

Harry capisce abbastanza rapidamente che la decisione di Gakbu di stringere accordi con Kevin non può essere casuale.

Qualcuno sta finanziando o incoraggiando lo scontro.

Quel qualcuno, secondo Harry, è Kat McAllister.

E qui MobLand comincia effettivamente a diventare più grande rispetto alla prima stagione.

Harry prova a spiegare a Conrad che qualcuno sta sfruttando le fratture interne degli Harrigan. Conrad, però, è troppo orgoglioso per ascoltarlo e Maeve continua contemporaneamente ad alimentare la diffidenza nei confronti del fixer, insinuando che Harry sia diventato troppo vicino a Kevin.

Il paradosso è evidente.

Harry sta cercando di impedire una guerra tra padre e figlio mentre entrambi sembrano convinti di poterla vincere.

E probabilmente è proprio quello che vuole il loro nemico.

Kat McAllister potrebbe essere il vero grande villain della stagione

La figura di Kat McAllister, interpretata da Janet McTeer, acquista improvvisamente una dimensione molto più importante.

Non è semplicemente un’altra boss criminale.

Kat è legata al potere politico americano e la premiere la presenta come una figura capace di intervenire sul mondo degli Harrigan da un livello completamente diverso rispetto ai precedenti avversari. Harry arriva alla conclusione che sia proprio lei a muovere diversi pezzi della scacchiera contro la famiglia.

Ma soprattutto Kat non sta attaccando frontalmente.

Sta lasciando che siano gli Harrigan a distruggersi.

Ed è una scelta narrativa molto più interessante.

E poi Seraphina tradisce praticamente tutti

Uno dei momenti che potrebbe avere le conseguenze maggiori arriva dall’incontro tra Seraphina e Kat.

Seraphina sembra ormai aver deciso che non vuole semplicemente ottenere un ruolo nell’impero Harrigan.

Vuole prenderlo.

Propone quindi a Kat un accordo: il suo aiuto per scalzare il padre in cambio di una quota enorme dei ricavi dell’organizzazione per diversi anni.

Kat le fornisce un numero attraverso il quale trasmetterle informazioni.

Se la prima stagione raccontava principalmente una guerra tra famiglie criminali, MobLand 2 sembra quindi voler raccontare qualcosa di leggermente diverso:

una guerra dentro una famiglia criminale.

Ed è probabilmente la scelta migliore che gli sceneggiatori potessero fare.

Riproporre semplicemente un’altra famiglia rivale avrebbe rischiato di trasformare la seconda stagione in una replica della prima.

Qui, invece, tutti sembrano avere un’agenda personale.

Conrad vuole mantenere il potere.

Kevin vuole emanciparsi dal padre.

Seraphina vuole conquistare l’impero.

Maeve continua a muovere persone come pedine.

E Harry cerca disperatamente di impedire che l’intero edificio crolli.

Maeve rimane terrificante proprio perché sembra sempre avere un piano

Helen Mirren continua a interpretare probabilmente il personaggio più imprevedibile della serie.

Maeve non ha bisogno di essere continuamente protagonista delle scene d’azione perché la sua forza sta altrove.

Mentre Conrad esplode, Maeve pianifica.

Nel corso della puntata scopriamo che mantiene contatti segreti con Eddie, che insieme a Gina sta portando avanti un sistema per estorcere denaro a influencer e personaggi dei social attraverso una trappola costruita anche grazie alla ragazza.

Maeve vuole una parte dei soldi e soprattutto vuole Gina fuori dall’operazione. Nel frattempo Harry, facendo seguire Maeve e successivamente Eddie da Zosia, riesce finalmente a capire dove si trova sua figlia.

È un’altra piccola bomba narrativa pronta a esplodere.

Perché quando Harry scoprirà esattamente cosa è successo a Gina, il conflitto professionale con gli Harrigan potrebbe diventare improvvisamente personale.

Harry aveva ragione

Nel frattempo resta da risolvere il problema iniziale.

Conrad ordina a Harry di eliminare Gakbu.

Harry esegue, ma prima riesce a ottenere la conferma che cercava: Kat McAllister era effettivamente dietro l’avvicinamento del gangster turco a Kevin.

Harry aveva quindi capito tutto.

Il problema è che ormai sembra essere circondato da persone che non hanno alcuna intenzione di ascoltarlo.

È probabilmente questo il cambiamento più interessante nella posizione del personaggio.

Durante la prima stagione Harry aveva un valore quasi assoluto per gli Harrigan perché era l’uomo che risolveva ogni problema.

Ora la famiglia sta iniziando a dubitare persino di lui.

E senza Harry, gli Harrigan potrebbero durare pochissimo.

Il finale introduce Frankie

Gli ultimi minuti preparano però quella che potrebbe diventare la principale novità della stagione.

Colin Tattersall incontra Kat e le propone una soluzione differente.

Kat ha bisogno di qualcuno che possa combattere la guerra direttamente sul territorio britannico.

Una sorta di suo “paladino”.

Tattersall sostiene di avere esattamente l’uomo giusto.

Ed è così che MobLand introduce Frankie, interpretato da Johnny Flynn.

Lo vediamo nella scena finale, apparentemente tranquillo nella propria abitazione mentre prepara da mangiare, quando Tattersall arriva da lui. La serie non ci dice ancora esattamente chi sia o di cosa sia capace, ma il messaggio è abbastanza evidente:

quest’uomo diventerà un problema enorme per gli Harrigan.

E la scelta di introdurlo senza una grande scena violenta funziona sorprendentemente bene.

Non ci viene mostrato quanto sia pericoloso.

Ci viene semplicemente suggerito.

Johnny Flynn potrebbe essere la grande sorpresa di MobLand 2

Le prime recensioni della seconda stagione sembrano rafforzare questa sensazione.

TechRadar, che ha potuto vedere in anticipo i primi quattro episodi, indica proprio Johnny Flynn tra gli elementi più interessanti della nuova stagione e descrive Frankie come una presenza capace di aggiungere una nuova tensione al racconto.

In realtà la puntata fa qualcosa di intelligente: non spreca subito Frankie.

Lo introduce praticamente come una promessa.

Sappiamo che arriverà.

Sappiamo che Tattersall pensa possa fronteggiare gli Harrigan.

Ma non sappiamo ancora fino a che punto sia pericoloso.

Ed è abbastanza per voler vedere immediatamente il secondo episodio.

Guy Ritchie torna alla regia

“I Wanna Be Your Dog” vede inoltre Guy Ritchie alla regia, mentre la sceneggiatura è accreditata a Jez Butterworth ed Esther Watson.

La puntata conserva molti degli elementi che avevano funzionato nella prima stagione: dialoghi taglienti, criminali eccentrici, improvvise esplosioni di violenza e soprattutto quella continua sensazione che ogni conversazione possa trasformarsi in una minaccia.

Ma la vera differenza sta nella quantità di linee narrative aperte.

La seconda stagione sembra voler essere meno lineare.

Non c’è semplicemente un avversario contro gli Harrigan.

Ci sono più fazioni, più tradimenti e più interessi sovrapposti.

Il rischio? Ci sono già moltissimi personaggi

Ed è anche l’unico elemento sul quale MobLand dovrà stare attenta.

In meno di cinquanta minuti dobbiamo seguire Harry, Jan, Gina, Conrad, Maeve, Kevin, Seraphina, Eddie, Kat McAllister, Tattersall, Gakbu e infine Frankie.

Per chi ricorda perfettamente la prima stagione non è un grosso problema.

Chi invece torna sulla serie dopo diversi mesi potrebbe trovarsi davanti a una quantità notevole di nomi, alleanze e sottotrame.

La premiere riesce comunque a mantenere tutto sufficientemente leggibile perché c’è un punto di riferimento costante:

Harry.

Praticamente ogni linea narrativa, prima o poi, converge su di lui.

La recensione: MobLand 2 parte meglio di quanto fosse lecito aspettarsi

La vera buona notizia è che MobLand non sembra essersi accontentata del successo della prima stagione.

Il rischio era evidente.

La guerra contro gli Stevenson aveva dato alla serie una struttura semplice e molto efficace. Bastava sostituire il nemico con un’altra famiglia criminale e ripetere la formula.

Invece la seconda stagione prova immediatamente a cambiare le regole.

Gli Harrigan questa volta non devono soltanto battere qualcuno.

Devono prima di tutto sopravvivere a loro stessi.

Ed è una premessa molto più interessante.

Tom Hardy rimane perfetto come uomo apparentemente più razionale all’interno di un universo completamente irrazionale. Pierce Brosnan porta Conrad verso una versione ancora più impulsiva e instabile, mentre Helen Mirren continua a rendere Maeve inquietante anche semplicemente restando seduta a parlare.

Soprattutto, il primo episodio riesce a fare ciò che una premiere dovrebbe fare: chiude pochissimo e apre moltissimo.

Quando arrivano i titoli di coda sappiamo già quali saranno le domande della stagione.

Chi controllerà gli Harrigan?

Harry rimarrà fedele a Conrad?

Kevin arriverà allo scontro definitivo con il padre?

Seraphina sta realmente preparando un colpo di stato?

Cosa vuole davvero Kat McAllister?

E soprattutto: chi diavolo è Frankie?

Il nostro giudizio

MobLand 2×01 è una premiere estremamente solida.

Non cerca una nuova identità perché non ne ha bisogno, ma prende tutto quello che funzionava nella prima stagione e aumenta la pressione.

Più tradimenti.

Più fazioni.

Più problemi per Harry.

E una famiglia Harrigan che, paradossalmente, appare molto più vulnerabile ora che ha sconfitto i propri nemici.

Il punto più promettente è proprio questo: la guerra della seconda stagione sembra essere contemporaneamente esterna e interna.

Kat McAllister ha capito che per distruggere gli Harrigan potrebbe non essere necessario affrontarli.

Potrebbe bastare lasciarli combattere tra loro.

Voto: 8,5/10

Se i prossimi episodi riusciranno a gestire senza confusione tutte le linee narrative appena aperte, MobLand potrebbe effettivamente costruire una seconda stagione superiore alla prima.

E le prime recensioni internazionali sono molto positive: Rotten Tomatoes registra al momento il 100% su cinque recensioni della seconda stagione, un dato ancora troppo piccolo per essere considerato definitivo ma indicativo dell’accoglienza iniziale.

Il secondo episodio si intitolerà “Song 2” e arriverà il 25 settembre. La sinossi anticipa che Conrad continuerà a perdere il controllo mentre Frankie e Tattersall inizieranno a muoversi attorno agli Harrigan.

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