5 Novembre 2026 15:32
VISIONEDIGITALE / STORIE04.11.2026

È morto Tinto Brass, regista simbolo del cinema erotico italiano

Il regista è morto a Roma il 4 novembre 2026 a 93 anni. La famiglia ha annunciato funerali privati e i ricordi ripercorrono una carriera segnata da censura, film cult e svolte stilistiche.

Tinto Brass in un ritratto editoriale sobrio, senza testo, dedicato al ricordo del regista
Illustrazione generata con intelligenza artificiale.

Tinto Brass è morto a Roma il 4 novembre 2026, all’età di 93 anni. L’annuncio è arrivato dalla famiglia, che ha indicato per i funerali una cerimonia strettamente privata.

Con la scomparsa di Brass si chiude la parabola di uno dei registi più riconoscibili del cinema italiano del secondo Novecento, spesso associato al cinema erotico ma protagonista di un percorso più ampio, iniziato molto prima della stagione dei titoli che ne hanno consolidato la fama internazionale.

Dagli studi di giurisprudenza al cinema

Nato a Milano il 26 marzo 1933, Giovanni “Tinto” Brass si avvicinò al cinema dopo gli studi in giurisprudenza. Nel suo percorso iniziale lavorò a Parigi alla Cinémathèque Française e fu aiuto regista di Alberto Cavalcanti e Joris Ivens, un passaggio che contribuì a formare il suo sguardo prima dell’esordio dietro la macchina da presa.

Il debutto alla regia arrivò nel 1963 con Chi lavora è perduto, film che incontrò resistenze e ostilità da parte della censura. È un dato importante per capire la sua carriera: fin dagli inizi, Brass si è mosso su un terreno di conflitto con il controllo morale e istituzionale delle immagini.

Il periodo londinese e il primo riconoscimento a Venezia

Nel periodo londinese Brass firmò alcuni titoli che restano centrali nella sua filmografia: Col cuore in gola, L’urlo, Nerosubianco e La vacanza. Proprio con La vacanza ottenne nel 1971 il Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia, un riconoscimento che segnò una tappa rilevante in una carriera già distinta per libertà formale e attenzione al corpo, al desiderio e alla provocazione.

Questo passaggio è utile anche per leggere la sua traiettoria senza ridurla a una sola etichetta: Brass non nasce come autore del solo erotismo, ma arriva a quella stagione attraverso una filmografia che attraversa generi e sperimentazioni diverse.

I film che hanno definito la sua fama

La notorietà più ampia arrivò con i film che hanno fissato il suo nome nell’immaginario popolare e nel dibattito critico: Salon Kitty, Caligola, Miranda, Capriccio, Paprika, Così fan tutte, L’uomo che guarda, Fermo posta Tinto Brass, Monella, Senso ’45, Fallo! e Monamour.

Questi titoli hanno definito il profilo del regista come autore di un cinema fortemente riconoscibile, spesso discusso per il modo diretto con cui affrontava sensualità, corpi e desiderio.

Vita privata e ultimi anni

Nell’annuncio della morte, la famiglia ha ricordato anche la dimensione privata del regista. Brass era sposato con Caterina Varzi, avvocata ed ex attrice, dal 2017; in precedenza era stato sposato con Carla Cipriani, morta nel 2006.

La famiglia ha confermato che i funerali si svolgeranno in forma privata.

Con la sua morte si chiude una delle personalità più riconoscibili del cinema italiano, autrice di film entrati nell’immaginario collettivo e legata a un rapporto costante e conflittuale con la censura.

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