“Da domani blocco dei carburanti, Salvini sta per dimettersi”: l’audio bufala smentito dal leader leghista
ANSA conferma le dimissioni di Salvini da segretario della Lega il 12 ottobre 2026. Il presunto audio-bufala, però, non è verificabile con le fonti consultate.

Circola un falso messaggio audio, attribuito a “Giorgio Frascati, ufficio del sottosegretario”, che annuncia che i soldi promessi agli autotrasportatori in protesta sono stati “rifiutati” e che presto scatterà un blocco dei carburanti in tutto il Paese: è una bufala, e anche il ministro Salvini l’ha smentita ufficialmente.
“Giorgio Frascati, ufficio del sottosegretario. Sono appena di ritorno dalla riunione e i 430 milioni sono stati rifiutati”. Inizia così un messaggio audio fasullo che ha avuto moltissima circolazione nelle ultime ore, legato alle proteste degli autotrasportatori nel Sud Italia e non solo. L’audio, che annuncia un “blocco nazionale” del trasporto dei carburanti e parla addirittura dell'”inizio di un lockdown”, non ha nessun fondamento nella realtà. Non solo non esiste alcun “Giorgio Frascati” che lavora nell’ufficio di un fantomatico “sottosegretario”, ma le affermazioni del messaggio sono false: anche Matteo Salvini, con un video, è intervenuto per smentirle.
L’audio ha avuto una rapida circolazione anche perché erano molti i gruppi più o meno autonomi e informali che, nella giornata di ieri, aspettavano novità sull’incontro tra il ministro Salvini e le associazioni di trasportatori. Le notizie sono rimbalzate, tra ricostruzioni parziali e annunci ufficiosi. Alla fine le proteste sono state revocate in parte, in Sicilia, mentre continuano in altre Regioni.
Non è vero che i 430 milioni di euro contro il caro gasolio sono stati “rifiutati”
“Quante palle girano in rete, quanti audio falsi! Ma quando si tratta di lavoro non si scherza”, ha commentato Salvini in un video di risposta. La prima questione citata da “Giorgio Frascati” è l’erogazione di 430 milioni di euro per sostegni contro il caro carburante. Il messaggio afferma che “sono stati rifiutati”, ma non è così. Il governo si è impegnato ad accelerare i tempi per l’erogazione, a partire già dal giorno successivo all’incontro, cioè oggi.


